Consenso disinformato

Le pubblicazioni dovrebbero essere anche uno strumento per richiedere un consenso informato, ma diventano strumento di consenso disinformato. Quartattenzione.net

Parto in quarta…Attenzione! 

Parto in quarta! Quello che leggi sui giornali, rotocalchi, quello che pensi sia il contenuto dell’informazione, resa in forma di articoli e immagini, è davvero tanto semplice e lineare? Si tratta davvero di semplici notizie nude e crude o potrebbero esserci messaggi multi livello, una sorta di comunicazione con scopi/finalità occulte? Per esempio quella di estorcere un consenso disinformato?

Alcuni annoiati lettori diranno che le notizie sono più o meno sempre le stesse. Altri più attempati potranno perfino ravvisare una certa ciclicità nelle tematiche. Indubbiamente, esauriti i temi di politica nazionale e internazionale, di cronaca nera, di sport e un poco di pseudo-scienza, ben poco rimane per il lettore poco attento.

Non di questo avviso sono altri lettori che vedono nei giornali quotidiani un efficacissimo mezzo di comunicazione per e fra ordini massonici, più o meno occulti, o multinazionali che si scambiano informazioni comprensibili e decifrabili solo da esperti di settore. Non è un segreto che chi manipola l’informazione manipola la Borsa e quindi il mercato globale.

Consenso informato

Tuttavia non è di questo che vorrei scrivere oggi, ma del consenso informato che si ottiene tramite la pubblicazione. Lo evidenzio meglio: pubblica-azione. Ma arriverò a dimostrare come anche attraverso una pubblicazione si possa ottenere un consenso disinformato.

Qui entriamo nel merito dei principi di legge piuttosto che nell’ambito di una specifica forma di diritto commerciale. Poiché tutti i rapporti tra “persone” sono, in una forma o nell’altra, un “rapporto” commerciale, laddove invece tra uomini vivi in carne ossa e sangue esiste una varietà molto più ampia di interazioni. Provo a focalizzarmi immediatamente su questo aspetto.

Premessa 

In (quasi) qualunque rapporto commerciale è necessario un accordo tra le parti, ovvero il reciproco consenso di adottare determinati, metodi, misure, convenzioni etc.

Digressione linguistica

Porto

E’ d’uopo una breve digressione sul termine “rapporto” che deriva da rapportare (lat. Re-portare), ovvero riferire o anche riferire per indiscrezione o per malizia o anche per dovere, ma in senso lato significa anche relazione, corrispondenza o connessione, tra azioni o situazioni o condizioni o fenomeni. Per esempio relazioni di tipo matematico, fisico, oppure giuridico, politico etc.
A ben vedere il verbo latino porto ha il senso di portare, trasportare, esattamente come nella lingua italica. Tuttavia porto è anche il luogo, sulla terra ferma, di attracco delle navi, in latino portus. Questo è un metodo ampio di indagare sulle parole, in questo modo è possibile consapevolizzare i tanti significati che una parola comune come rapporto può avere. Questa parola viene utilizzata anche per indicare i bollettini ANSA (Agenzia Nazionale Stampa Associata), meglio conosciuti come “rapporti ANSA”, così come viene anche usata per indicare un parere formale o ufficiale quando, per esempio, sui giornali si parla di rapporti (delle varie) commissioni di analisi, di indagine, che spesso sentenziano sui quotidiani. Strano a dirsi, dal latino, dal quale la lingua italica origina, non si evince una tanto nutrita ricchezza di significati sul termine “re-portare”.

Vascello

Continuiamo con la digressione analizzando la parola vascello che in latino antico significava vaso, poi successivamente nave. Ma è ancora più interessante notare che il termine vascello viene usato per designare l’uomo quale veicolo attraverso il quale la divinità si manifesta (LA BIBBIA, TIMOTEO 2, 2 , 21). Forse oggi lo potremmo chiamare avatar?

Ecco che, se l’uomo è un vascello, e i rapporti sono un trasportare merci tra un porto e l’altro, pensare all’uomo come una nave che si sposta da un porto a un altro per commerciare non è inatteso. Bisognerebbe chiedersi cosa trasporta questa nave. Se poi aggiungiamo il mare e ne espandiamo il concetto al mare dell’inconscio, il gioco è fatto! Dunque, i rapporti tra due persone sono divenuti uno scambio commerciale tra porti, attraverso il mare, regolamentato dal diritto mercantile/ammiragliato.

Commercio marittimo

Restiamo però nell’ambito del commercio, ricordando a questo punto che il commercio marittimo ha fatto, dalla notte dei tempi, la parte del leone, permettendo scambi di merci preziose e lontane, anche di uomini come schiavi. Tu sai che i bravi mercanti necessitano di accordarsi per addivenire a un commercio. Commercio, parola composta da cum e merx = “con merce”, ovvero scambiare merce o denaro. Da questo nasce la necessità di stabilire delle regole comuni.

Comune versus immune

Attenzione al significato antico della parola comune, ovvero communem che significa obbligato a partecipare, contrario di immune, ovvero immunem, che è libero da oneri.

Dunque, queste regole, per essere comuni, devono avere una larga adesione, che non è più unicamente conseguibile con singoli “contratti”, benché questi occultamente non manchino affatto. Piuttosto invece questa adesione la raggiungono tramite la “Fabbrica del consenso” (cito il titolo di un famoso libro dell’autorevole Noam Chomsky). Tuttavia, il più delle volte, di un consenso disinformato.

Un altro modo di leggere il giornale

Eccoci quindi arrivati alla nostra quotidiana lettura del giornale del mattino! Devi pensare che ogni articolo scritto su questi giornali può assumere la forma di un proclamo, di una pubblicazione (pubblica-azione), specie se in forma di dichiarazione di qualche politico nelle sue vesti di rappresentante di questo o quel pubblico ufficio!

Quartieri Spagnoli

Prendiamo il caso, per esempio, dell’articolo comparso sulla stampa di sabato scorso (18 maggio 2019) sui Quartieri Spagnoli di Napoli. Molto candidamente si parla di “Intesa fra ambasciata di Madrid e la Fondazione Foqus per la rigenerazione di una delle zone più degradate della città []“, sul menù di sinistra del sito della stampa alla pagina dell’articolo, possiamo leggere anche “La Spagna torna nei suoi quartieri […]“. Ambasciata? Scusate tanto, ma non sapevo che un pezzo del territorio di Napoli fosse di proprietà della SPAGNA! Tu, lo sapevi? Questa è la notizia al primo livello di comunicazione, che tuttavia ho verificato essere sfuggita già a molti lettori miei conoscenti, che probabilmente hanno solo pensato a una mera associazione per via del nome.
Invece, attenzione! Perché oltre alla notizia di primo livello c’è anche una dichiarazione. Ovvero, che questi territori appartengono, oggi, a un altro (presunto) STATO (non mi dilungo nuovamente sulla ragione di scrivere stato tutto in maiuscolo) esistente dentro il territorio del (presunto) STATO ITALIA come SAN MARINO, per esempio. Tuttavia, la notizia potrebbe avere altri significati. In un preciso linguaggio occulto potrebbe voler dire: “La SPAGNA ha reclamato i suoi territori, che fino a ieri parevano terra di nessuno“.

Poi leggo di un’altra notizia, questa volta di cronaca nera che, guarda caso, lo stesso giorno racconta di un sparatoria tra bande, probabilmente nei quartieri spagnoli, finita con un ricovero all’ospedale. Ed ecco che emerge il problema criminalità nei quartieri spagnoli e “l’urgenza di risolverlo”. Un caso? Possiamo davvero continuare a credere come dei bambini ingenui nelle coincidenze e nel fatto che il giornale venga composto da articoli in modo casuale, in un contesto dove il livello di controllo da parte del (presunto) “STATO” è divenuto maniacale in ogni suo aspetto?

Consenso disinformato

A questo punto ti chiedo, qual è il consenso che ti viene richiesto nel leggere questo articolo sui Quartieri Spagnoli?

E’ logico, il tacito consenso all’esproprio di un territorio dalla penisola italica da parte di un (presunto) STATO straniero. E tu cosa c’entri?
Beh, come persona proprio nulla, ma come uomo nato in questo territorio (non ho detto STATO) hai il tuo peso. Hai fatto caso che la parola nazione è composta dalle parole nato in azione?
Nato dove? Sul suolo e sulla terra, ovvio (con le dovute eccezioni dei bambini nati su una nave). Essendo un tacito consenso disinformato l’annuncio potrebbe voler dire: “E’ fatto, i territori li abbiamo ceduti“.

La prossima volta che leggi il giornale e magari leggi di una articolo su una dichiarazione del Papa, massima autorità religiosa (e non solo) in occidente, chiediti se per caso non si tratti di un proclamo, o un’ordine impartito a qualche altra autorità politica nazionale o internazionale. Chiediti quale consenso disinformato potrebbe esserti estorto con la scusa di quella notizia.

Un consiglio

Per concludere, ti raccomando di tenere a mente la questione del “vascello” e del fatto che:

  1. “Chi si manterrà puro astenendosi da tali cose, sarà un vaso nobile, santificato, utile al padrone, pronto per ogni opera buona”. LA BIBBIA, TIMOTEO 2, 2 , 21 . Per precisione questo è il latino: si quis ergo emundaverit se ab istis erit vas in honorem sanctificatum et utile Domino ad omne opus bonum paratum. Ricordi? vas=vaso e nella bassa latinità anche nave.

  2. Un vascello abbandonato in mare, per il diritto marittimo, diviene proprietà di chi lo trova. Tu sapevi di essere un vascello abbandonato in mare?

  3. Esiste un atto, molto importante, dal nome “Cestui Que Vie Act 1666” nel quale si stabiliscono le regole per “la riparazione di disagi per mancanza di prova delle persone decedute al di là dei mari o assentatesi, dalle cui vite dipendono le proprietà.” (“An Act for Redresse of Inconveniencies by want of Proofe of the Deceases of Persons beyond the Seas or absenting themselves, upon whose Lives Estates doe depend.“). Ma questo merita uno scritto ad hoc.

LETTURE CORRELATE

1 comment on “Consenso disinformato

  1. mukti

    Codice di Norimberga
    1. Il consenso volontario del soggetto umano è assolutamente essenziale. Cio significa che la persona in questione deve avere capacita legale di dare consenso, deve essere in grado di esercitare il libero arbitrio senza l’intervento di alcun elemento coercitivo, inganno, costrizione, falsità o altre forme di imposizione o violenza: deve avere sufficiente conoscenza e comprensione degli elementi della situazione in cui è coinvolto, tali da metterlo in posizione di prendere una decisione cosciente e illuminata.
    Finzione legale: Un artifizio tollerato dalla legge, (quale! -im.positiva, Le vera legge non tollera nessun artifizio per imbrogliare l individuo-uomo) per rendere valido o permettere un atto che altrimenti sarebbe a rigore del diritto, di nessun valore o illecito. (valido? per chi ,per il padrone? e chi lo ha deciso? Il padrone ovviamente)

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