Dichiarazione di piena verità

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Benvenuto onorevole uomo vivo in corpo vivente di carne ossa e sangue. Da questo post in avanti non ti spazientire se ripeterò una frase di rito. Se non hai letto i primi 12 post di questo blog non andare oltre, pena il totale fraintendimento di quanto sto per scrivere sulla dichiarazione di piena verità.

Illimitata responsabilità

Aggiungo anche che potrai usare queste informazioni a tuo piacimento e, da uomo vero, in totale e completa illimitata responsabilità ma, per avere successo, dovrai essere paziente, sobrio, in onore, astuto, spietato con te stesso, gentile, perseverante.

Corpo-ration

Ora veniamo a noi. Hai certamente già sentito la parola corporation. Non è un segreto il fatto che derivi da corporazione che deriva da corpo, corpus. Incoporare vuol dire, in ultima analisi, portare dentro, all’interno di un corpo. Un corpo e non solo, dal momento che anche il corpo ha visto la crezione del suo alter ego, il corpo giuridico. Un esempio è il CORPO DI POLIZIA, o le tante società USA dai nomi altisonanti come Pink-Ball.corp dove corp sta per corporation.

Lungo il lento e inesorabile percorso che ti ha portato alla schiavitù, attraverso i 12 livelli di identificazione, l’incorporazione di quello che oggi credi essere il “tu” è stata un passaggio fondamentale. Per questo è fondamentale che tu percorra la strada a ritroso. Questa scorporazione, per avere luogo, deve partire da “chi” scorporare. L’avventura inizia con la dichiarazione di piena verità di chi sei.

I pionieri

Voglio altresì ricordare che il presente lavoro è il risultato di anni di studio.
Già da molti anni addietro specifici uomini hanno portato avanti ricerca e sperimentazione. Al momento ricordo Giacinto Auriti, Frank O’Collins, Charles Miller, Heather Ann Tucci Jarraf, Anna Von Reitz, Alessandro Di Gaia, Demetrio Priolo, Pao Chang, Marco Saba, Erwin-Badertscher e molti altri che in questo momento non mi sovvengono. Per questo motivo farò dei riferimenti così che tu possa, alla bisogna approfondire riferendoti alle fonti.

L’aspetto esoterico della Legge

Sebbene te ne abbia parlato poco l’aspetto esoterico della legge è, tanto in passato quanto al presente, una realtà indiscutibile. Per questa ragione, gli studi teosofici di cui, prima Helena Blavatsky e poi Alice Ann Bailey sono state le principali portavoce, forniscono una chiave interpretativa della legge di respiro planetario e per questo dovrebbero essere attentamente considerati.

D’altra parte persino guide spirituali insospettabili come Ramana Maharshi e Nisargadatta Maharaj hanno dispensato conoscenze di legge importantissime. La Legge è molto più di quello che sembra.

Dichiarazione di piena verità

Ora, quello che tu puoi fare, per tua consapevole incondizionata e libera scelta, al fine di affrancarti dalla schiavitù è, in sintesi, una pubblica dichiarazione di piena verità che manifesti i tuoi intenti, la tua volontà, la tua conoscenza in merito ai tuoi “diritti” e il tuo stato-condizione.

Ti ho detto molte volte che la legge si basa sul consenso, così è da sempre. Anche quando il legislatore era un monarca o un tiranno, se questi pretendeva di esercitare la legge, allora egli stesso ne era sottoposto.

Una storia interessante

A tale proposito ti racconto una breve storia assolutamente accaduta e vera, vissuta da un uomo sopravvissuto alla seconda guerra.

L’uomo, polacco, viene fatto prigioniero dai tedeschi. Essendo la Polonia in quel momento scomparsa dallo scenario geopolitico, conquistata dalla Germania, al malcapitato viene chiesto di identificarsi quale cittadino Tedesco o Russo. Detta richiesta viene fatta sotto minaccia di morte, in campo di guerra. Tedesco o Russo? L’uomo risponde “sono Polacco!” . L’interrogatorio prosegue e la scelta è sempre la stessa: Tedesco o Russo? Nel primo caso l’uomo diventa una soldato Tedesco nel secondo un prigioniero di guerra pronto per il campo di concentramento. Lui, ancora minacciato e percosso, risponde sempre: “sono Polacco!”.
Ecco che la legge, per questo innato guerriero di volontà, apre la sua porta. Invece di essere ucciso o deportato, l’uomo viene spedito con un lasciapassare in Italia, libero.

La scelta non contemplata

Perché, mi chiederai tu? I soldati tedeschi, precisi come da tradizione teutonica, non avevano istruzioni su come trattare il caso di cui sopra. Poiché la Polonia non esisteva più, si presupponeva che di fronte a due scelte inaccettabili i polacchi fatti prigionieri scegliessero la meno peggio e non che optassero per una terza non contemplata.

Ma la legge è legge e quindi quest’uomo, negando il consenso, non poté essere preso nella rete dei suoi nemici. Così venne rilasciato come caso non contemplato dagli ordini. Si fermò in Italia per il resto dei suoi giorni potendo raccontare questo episodio a un mio amico di veneranda età, ancor vivo per ricordarlo, che  a sua volta lo raccontò a me.

Saldo come il polacco

Quindi se ti dico che puoi fare la tua dichiarazione di piena verità in forza di legge e farla valere negli opportuni ambiti, allora puoi credermi ma devi essere saldo come quel polacco.

Usare la spada della legge per ristabilire la tua autorità e riappropriarti della tua vita è come scendere in un campo di battaglia. Poiché in questa battaglia ci entri oggi, già da prigioniero, devi immaginarti esattamente nelle stesse condizioni di quel polacco.

La differenza è che a te, sempre con violenza e sotto minaccia, anche armata (pensa a quelle che vengono chiamate forze dell’ordine) la scelta viene data in questi termini: persona o cittadino italiano o extracomunitario? Questa è una non scelta che equivale a dire di scegliere se essere schiavo di una giurisdizione o di un’altra. E’ a questo punto che puoi fare la scelta consapevole e ferma di dichiarare chi e cosa sei veramente. Un uomo vivo in corpo vivente di carne ossa e sangue.

Tuttavia, tale dichiarazione di piena verità, sebbene importante, non è sufficiente a perseguire il tuo scopo nella sua interezza, poiché molte sono le conseguenze che essa porta e che dovrai puntualizzare. Procedendo per ordine te ne parlerò in dettaglio.

Sostenere con autorità

Come sai, la legge deve, e dico deve, per essere riconosciuta dai più, riferirsi sempre ad un potere più alto e accomunante. Per questo un tempo la legge era manifestamente solo la legge di Dio, i comandamenti. Dunque anche tu se vuoi fare una dichiarazione di piena verità e dare a essa la solennità e l’autorità che le necessitano per essere riconosciuta, devi “sostenerla” con un’autorità più elevata. Per detto motivo si parla di impegno, di promessa solenne e, in seno alla cristianità, di giuramento. Il nocciolo della questione non è la parola in sé ma chi invochi a testimonianza della tua solenne promessa.
Per un induista “giurare” in nome di Vishnu non è un’opzione, non basta sostituire “giuro in nome di Dio” con giuro in nome di Vishnu. Forse un induista direbbe invece che “si impegna” di fronte a Vishnu a dire il vero.

Dal canone Cann. 1199: “Iusiurandum, idest invocatio Nominis divini in testem veritatis, praestari nequit, nisi in veritate, in iudicio et in iustitia“. Tradotto: “Il giuramento, ossia l’invocazione del Nome del divino a testimonianza della verità, non può essere prestato se non secondo verità, prudenza e giustizia.”. Nota che nella traduzione della Santa Sede Nominis divini viene “interpretato” come Dio e non Nome di dio e nota altresì che in questo caso nome è scritto con l’iniziale maiuscola.

Inoltre, come già abbiamo visto in precedenza, la legge ha in primo luogo natura commerciale, fatto salvo per le “leggi pretesamente divine” di ogni specifica religione.

La verità regna sovrana

In detta legge commerciale “la verità regna sovrana” pena il rapido deterioramento dei rapporti commerciali. In due parole devi sempre essere in onore, cioè onorare le tue promesse.

Impegno solenne

Ne consegue che, in primis, nel fare la tua dichiarazione di piena verità dovrai individuare quella formula di promessa, impegno solenne, che meglio rispecchia la tua credenza, fede, fiducia, che possa essere giudicata attendibile dal destinatario/i di detta dichiarazione. Se un uomo che sa essere di fede musulmana, proveniente da un paese di cultura mediorientale, giura sul Corano, sebbene io non condivida la sua fede, è verosimile che stia impegnandosi seriamente. Tuttavia la modalità e la profondità con la quale questo reciterà o scriverà la sua promessa mi potranno dare conferma della sua buona fede.
Certo se un “musulmano” si impegna di fronte a un altro “musulmano” in nome del Corano allora la fiducia reciproca è ancora più salda.

Il giudizio divino

Oggi scrivo ricordando che noi siamo, con ogni probabilità, cresciuti in seno a una società cristiano cattolica dove, consapevolmente o no, la gente crede in Dio, in Cristo, in Gesù e nel giudizio divino.
Quindi anche tu devi chiederti quanto profondamente senti il giudizio di Dio incombere su di te. Se la pena dell’inferno e il premio del paradiso sono una tua credenza o sentimento profondo. Non importa se frequenti o no La Chiesa o se bestemmi come un turco. Le tue credenza profonde spesso derivano dall’infanzia e spesso non ti sei mai fermato a riflettere sulla fede o mancanza di essa.

Incorporazione alla Chiesa

Least but not last, sei ancora incorporato alla Chiesa di Cristo per via del tuo battesimo o di quello di un tuo geni-(at)tore o avo. Se un membro della tua stirpe è stato incorporato alla Chiesa anche nel lontano passato, lo sei anche tu, volente o nolente. Esattamente come i figli degli schiavi nascevano e restavano in schiavitù presso gli stessi padroni dei padri.

Quindi nel fare la tua promessa solenne devi essere davvero in onore, cauto e non dissacrante in alcun modo perché questo mondo è ancora, che ci piaccia o no, governato dai sacerdoti-clerici-chierici di una manciata di culti ben radicati e potenti.

La legge è parlata

Tornando alla tua dichiarazione di piena verità devi ricordare che la legge è prima e innanzi a ogni altra cosa parlata e non scritta. Di nuovo, nota che altri avrebbero preferito dire che la legge è prima e innanzi a ogni altra cosa “orale”. Io non l’ho fatto ma sottolineo la sacralità della legge “orale” etimologicamente da orazione, preghiera.

Per questo dovrai in primo luogo pronunciare ad alta voce la tua dichiarazione, innanzi a uomini-testimoni e quindi autenticare la trascrizione della tua dichiarazione con il tuo autografo e sigillo.

Esempio 

Per la stessa ragione vorrai dichiarare di aver compiuto questo passaggio. Segue un possibile esempio:

  1. Il presente scritto è la trascrizione della mia parola vivente (qui stabilisci che questa dichiarazione, in quanto scritta, è per legge subordinata a quella verbale)

  2. che io, uomo naturale (cioè soggetto alla legge naturale)

  3. e uomo spirituale (cioè di natura spirituale con riferimento alla definizione che il Pontefice da di sé per posizionarsi tra la divinità e l’uomo comune nella bolla papale Unam sanctam [se apri il pdf vedi l’evidenziatura in rosa]).

  4. vivo nel corpo vivente di carne, ossa e sangue, (qui individui la condizione-stato nella e dalla quale fai la dichiarazione indicando che non sei identificato in una finzione giuridica ma che sei un un uomo vivo etc.)

  5. anche conosciutodetto nome cognome (qui diversamente da indentificarti con il nome tracci la necessaria linea di demarcazione tra detto nome e l’uomo che sei tu, se tale sei e puoi affermare in onore di essere)

  6. ho verbalmente espresso, a viva voce, (ecco che dichiari di aver fatto la dichiarazione in forma di proclamo a voce)

  7. agli uomini (homines) in carne, ossa e sangue, primo-uomo-testimone, secondo-uomo-testimone, terzo-uomo-testimone, presenti qui di fronte a me, (a questo punto indichi chi era presente alla tua dichiarazione)

  8. ed è una reale dichiarazione dei fatti, (stabilisci che non parlerai delle tue credenze e ideologie ma della sola cosa inconfutabile per legge: un fatto)

  9. piena verità, fatta in piena responsabilità e obbligazione (questa parte non richiede commento se non una sola considerazione. Nel commercio regna la verità, quindi se anche una sola volta mentirai nelle tue dichiarazioni o agirai in disonore, tutte potranno essere confutate. Si tratta di una primo abbozzo di promessa solenne che farai in seguito)

  10. ed è da qui innanzi anche detto: affidavit. (nota bene che sto dicendo che do il nome di affidavit a questa dichiarazione così da richiamare la solennità di questo tipo di dichiarazioni ma non sto dicendo che questo è rigorosamente e unicamente un affidavit, in quanto l’affidavit strumento commerciale di common law, è stato creato a uso delle finzioni giuridiche e non degli uomini).

Oggi ci lasciamo qui, spero che questo inizio di abbia dato l’idea della Grande Avventura nella quale potresti inoltrarti brandendo la spada della legge.

Can. 1200 – § 1. Chi giura liberamente di fare qualcosa, è tenuto da peculiare obbligo di religione a compiere quanto ha sancito col giuramento.

LETTURE CORRELATE

About mila solaris

Un uomo può davvero parlare di se come se si conoscesse? Solo una cosa non è mai cambiata in tanto tempo e questo è un aspetto vero e reale: ho camminato sulla via della conoscenza, sempre. Talvolta distratto dalla mondanità, è innegabile…come tutti sanno tira più un pelo di figa che un carro di buoi, ma io son passato subito ai motori a scoppio e quindi forse questo mi ha salvato! https://quartattenzione.net/about-quarta-attenzione/mila/

2 comments on “Dichiarazione di piena verità

  1. Argo

    Bravissimo sei a sviscerare tutte queste analisi.
    Mi ci sono addentrato anch’io, in termini molto simili ai tuoi,
    e mi dai diversi spunti .
    L’invocazione a Dio davanti alla “Legge”,
    (ti ricordi Pacciani?) evocarne l’autorità, ė un’azione efficace .
    Nei ns tribunali la parola dio dev’essere meglio sostituita con Logos.

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    1. QuartAttenzione

      Grazie per il complimento ma sarebbe meritato se mi fossi accorto di tutto questo 30 anni fa, oggi è solo il senno del poi purtroppo. In quanto a Dio, trattandosi della finzione giuridica della divinità (e per questo scritto in maiuscolo per deminutio etc etc) certo viene chiamato in causa come messaggio alla massima autorità in diritto positivo che è la Santa Sede per questo un’altra ammissione di suddittanza, ma anche la dichiarazione del passaggio a una giurisdiizone più elevata di quella repubblicana. Sicuramente evocare e invocare il logos ci potrebbe portare fuori da diritto positivo e nel campo della legge naturale. Non ho approfondito però la parola greca logos ma conoscendo il pragmatismo della filosofia dalla quale proviene, e rammentando che è ampiamente usato anche dai teosofi, cuore dell’NWO, non escludo che anche tale designazione del divino principio possa avere delle implicazioni, per un uomo vivo, non del tutto convenienti.

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