Forma e linguaggio: l’inevitabile passaggio

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Oggi, onorevole uomo vivo in corpo vivente di carne ossa e sangue che al momento presente stai leggendo questo post, facciamo un altro passetto in avanti sul tema “dichiarazione” con un paio di premesse sull’importanza della tua conoscenza dell’appropriata forma e il linguaggio di tale dichiarazione.

Prima però, ecco il solito avviso di rito: se non hai letto i primi 12 post di questo blog non andare oltre, pena il totale fraintendimento di quanto sto per scrivere. Inoltre e ancora: puoi usare queste informazioni a tuo piacimento ma in totale, completa, illimitata responsabilità, sempre e solo in onore onestà e rettitudine di intenzioni ed azioni.

Prima Premessa sulla forma e il linguaggio

La “prima” premessa è che la dichiarazione della quale stiamo parlando è uno degli atti più importanti che farai nel corso della tua vita in ambito giuridico. Sei stato schiavo e prigioniero di una giurisdizione per diversi lustri, forse più di 30 anni, e in questo tempo tutto il “sistema” ti ha programmato per pensare e agire in conformità con esso.

Dog-latin

Il tuo linguaggio è profondamente compromesso perché usi una lingua che non conosci veramente, definito nei paesi anglosassoni anche “dog-latin”, ovvero lingua del volgo, lingua derivata-volgarizzata dal latino perché banalizzata, imprecisa, approssimativa e spesso mendace in sé.

Questa tua dichiarazione dovrà essere quindi epurata da qualsiasi errore linguistico e non parlo di sintassi o grammatica ma del reale significato delle parole, non per sentito dire. Dovrai essere dunque preciso nella tua conoscenza della forma e del linguaggio che utilizzerai.

Deminutio capitis

Quante volte sei stato corretto a scuola affinché “imparassi” a scrivere il tuo nome con l’iniziale maiuscola? Ora scopri che in realtà questa è una regola grammaticale che è valida solo per le persone in ragione della deminutio capitis. Tale convenzione è appunto adottata per distinguere i nomi di persone dai nomi “non incorporati” di proprietà di uomini vivi.

Un tempo ti hanno detto che eri un bravo bambino o un cattivo bambino senza spiegarti quale fosse il significato della parola bambino. Tu eri tanto preoccupato di essere buono che non ti sei chiesto cosa volesse dire essere un bambino. Bambino vuol dire sciocco, ma tu non lo sapevi.
Così un bel giorno sei nato tu, un bel bambino, ovvero è venuto al mondo un bello sciocco e non un neonato.
In fondo avresti subito voluto diventare come tuo papà, un adulto. Ma neppure lui ha mai notato che questa aggettivazione è usata per definire l’età del  maschio o della femmina nel regno animale, per esempio il gorilla adulto. Quindi dovresti dire uomo adulto mentre quasi tutti preferiscono dire “persona adulta”!!!

In principio era il verbo

Eppure le principali religioni al mondo lo dicono da secoli. in principio era il verbo, la parola. Questo è un avviso, vuol dire che devi fare attenzione all’uso della parola. A scuola ti è stata insegnata una grammatica che pare legge precisa mentre è il risultato di abitudini linguistiche e di convenzioni. Inoltre sappiamo bene come questa si modifichi ed evolva continuamente, non è una legge. Ecco che il “giurista”, ben sapendolo, usa una “lingua morta” quando vuol essere certo di affermare ciò che pensa. D’altro canto non è certo un scoperta dei giuristi questa. Il sanscrito, per esempio, è una lingua che fu creata ad hoc dai sacerdoti e cristallizzata in modo da essere non modificabile nei millenni e qui stiamo parlando di millenni!

Seconda premessa

Ecco che arriviamo alla seconda premessa. Tutto questo mondo moderno, così come tu lo conosci, è organizzato per portare alla identificazione con la persona. La finzione giuridica, ti ricordo, non ti appartiene, ma è stata creata da altri che la controllano, incorporano e inseriscono nella loro giurisdizione. Quindi tutti, dico tutti, i “contratti” sono, a differenza delle convenzioni, pensati per essere adeguati alle persone e alle persone soltanto. Il contratto mette insieme e, secondo il CC, è l’accordo di due o più persone.

Contratti, accordi, convenzioni

Va da sé che le persone fanno i contratti, gli uomini fanno gli accordi e le corporation (stati in parvenza di legge) fanno le convenzioni. Capisci la sottigliezza? Sono necessari due uomini per fare un accordo che diviene un contratto dal momento in cui essi si identificano in persone. Ma una persona, in quanto finzione, ideazione, non ha una mano per sottoscrivere alcunché ecco perché un contratto è in primo luogo un accordo.
Dicevo quindi che tutti i documenti che hai nel portafoglio, tutti i contratti di proprietà (privata, ovvero che ti è stata tolta), tutti i contratti di servizi per luce, acqua, gas, compresi  l’abbonamento a internet, al gestore telefonico, l’acquisto della scheda telefonica, il tuo CONTO IN BANCA, appartengono tutti alle società che hanno creato le finzioni giuridiche nelle quali ti sei identificato per sottoscriverli.
Per questo ho ragione di pensare che la bolletta della luce la paghi due volte. La prima attraverso il valore che la corporation prende dall’obbligazione creata sul tuo valore (capitale), e la seconda dalle tue saccocce.

FEDERALE, TERRITORIALE E MUNICIPALE

Anna von reitz nei suoi studi ci fa notare che ci sono almeno tre forme di finzioni giuridiche. Quella FEDERALE (o confedereale, come nel caso dei pretesi paesi europei), quella TERRITORIALE e quella MUNICIPALE. Se ci pensi su un momento ti verrà in mente la parola MUNICIPIO scritta sulla facciata di un edificio che hai visto molte volte. E cosa dire del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali o della Agenzia delle Entrate e del Territorio? (controlla maiuscole e minuscole dei nomi). L’attuale UE è certamente una confederazione di (presunti) STATI che si appresta a divenire una federazione.

Quale forma?

Queste società di diritto privato, ovvero società che ti hanno privato dei tuoi diritti, creano ognuna una finzione giuridica ad hoc che si distinguerà anche (ma non esclusivamente) per il modo con il quale è scritta. La situazione, nel suo continuo degenerare sempre più nella frode verso gli uomini bambini, è purtroppo oggi ancor più complessa di quanto esposto.
Ti da però una idea del perché sul tuo atto di nascita (questo è certamente vero se sei nato almeno 40 anni or sono circa) il tuo nome sia scritto solo con le iniziali maiuscole (società municipale), mentre nei “tuoi “documenti il tuo nome sia scritto sempre con tutte le lettere maiuscole
o meglio in stampatello e perché in ambito presuntivamente “penale” il tuo nome compaia con la sola iniziale maiuscola mentre il cognome è tutto in stampatello maiuscolo. Inoltre le lettere maiuscole in corsivo sono differenti dalla lettere in stampatello che è di per sé maiuscolo per convenzione.

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Franchising

E’ un fatto che, a poco a poco, tutti i governi della Terra sono stati incorporati verosimilmente e in prima battuta da quelli che chiami STATI UNITI D’AMERICA. Con il tempo sono stati stabiliti due livelli di governo incorporato, territoriale e municipale. Questi ultimi sono tuttavia solo il front-end di una piramide gerarchico finanziaria che, passando da UK, trova il suo vertice nella Chiesa di Roma.
Questo argomento merita un adeguato approfondimento che mi riprometto di fare.

Quindi ecco che abbiamo il governo territoriale del Giappone, Inc. e il governo municipale di JAPAN, INC., ed entrambi sono stati ceduti come franchising da USA, Inc. e dagli STATI UNITI, INC., rispettivamente. In tutto il mondo, ovunque tu vada, trovi la Spagna e la SPAGNA, l’Egitto e l’EGITTO, la Germania e GERMANIA, la Cina e la CINA …l’ Italia e l’ITALIA e tutte le altre mirabolanti varianti!

Corsivo, stampatello, maiuscolo e minuscolo

Inoltre una cosa è il corsivo minuscolo/maiuscolo e una cosa è lo stampatello. Laddove le iniziali del tuo nome possono essere scritte in corsivo maiuscolo è certo che il tuo nome, con tutte le iniziali maiuscole, sarà, nei documenti corporativi, sempre scritto in stampatello. Non troverai per contro nessuno che scriva a mano le iniziali del tuo nome in stampatello e il resto del nome in corsivo. Curiosamente, se osservi questo testo, font da PC, vedi che è scritto in un carattere “font” ibrido. Tuttavia questo non accade per un vincolo tecnico.

Sul sito fontmeme.com (uno fra tanti) puoi trovare un esempio di come oggi, sia possibile usare font corsivi anche sul PC e su qualsiasi doc “stampato”. Ecco un esempio: testo di esempio_quartattenzione.net

Quindi, in conclusione questo post che doveva solo iniziare con alcune premesse è invece divenuto “la premessa” di successivi post. Capisci da te che non ti sarà sufficiente prendere un modello di dichiarazione e trascriverlo affinché sia efficace. Oltre che personalizzarlo dovrai valutare il significato di ogni parola che scriverai, dovrai verificarlo sui dizionari etimologici, su quelli linguistici e infine su quelli giuridici, in sostanza dovrai avere una conoscenza precisa della forma e del linguaggio che utilizzerai. Se avrai ancora delle incertezze dovrai risalire alla parola latina e studiare quella. Solo così potrai essere sicuro di dichiarare esattamente quello che pensi e non quello che pensi che le parole che usi vogliano significare. Solo in questo modo potrai essere certo di dichiarare la piena verità.

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Se vuoi avere degli esempi di Dichiarazione di piena verità visita:

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