Il potere del limite

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Vediamo di comprendere il potere del limite, partendo dal considerare l’idea di limite in un’ottica il più espansa possibile.

Confine e Margine di contenimento

Da un lato il limite inteso come “qualcosa oltre il quale non si può andare”, una barriera, un confine. Dall’altro un margine di contenimento, una linea di separazione tra “oggetti”, situazioni, eventi che vogliamo considerare diversi per la comodità legata al loro utilizzo, comprensione, analisi.

Molte volte ho sentito parlare di uomo come essere limitato. Tuttavia mi chiedo, quanti uomini sono disposti a varcare il limite che individua la loro forma umana, corpo fisico, dal resto della manifestazione?
Un uomo radicato nella convinzione di essere solo e solamente un corpo fisico, una volta venuto meno quest’ultimo, ha la forza di mantenersi aggregato o semplicemente si riassorbe in uno spasimo di paura e orgasmo nell’Uno, nella coscienza onnipervasiva?

Nulla va mai perso

Ho guardato la faccenda da entrambi i lati, da quello coscienziale e da quello dell’uomo. Posso affermare che nulla va mai perso, che nulla muore in senso assoluto. Tuttavia, quella specificità percettiva detta uomo, non è la prima manifestazione e neppure la più importante della coscienza.  E’ piuttosto il meraviglioso risultato di tanti livelli di manifestazione viepiù complessi e articolati, ognuno manifesto in una determinata “forma-pensiero” sempre più “sottile” (procedendo nella direzione della coscienza).

Nara e Narayana

Così ecco la Coscienza e l’uomo, ovvero il Creatore e il Creato, legati come Nara e Narayana da un dilemma. La necessità di essere sapendo di essere, come il dilemma di colei che, pur dotata di sublime bellezza non ne diviene consapevole a meno di non potersi specchiare una volta almeno.

Dunque cosa è questo limite? Una linea di separazione innanzitutto, forse ancor meglio la superficie dello specchio. Bene, vediamo dunque cosa comporta credere in un limite. Ha una qualche funzione questa credenza? Possiamo sperimentare chicchessia o qualsiasi cosa senza la credenza in un limite? Senza la credenza di essere anche solo un poco separati dal tutto, possiamo sperimentare un qualsiasi elemento della creazione allorquando ci percepiamo partecipi di ogni elemento?
Se la sfera rappresenta simbolicamente il Tutto, la Coscienza, l’Unum, che ne è di questo in assenza di una tale superficie di separazione?

Credo che a questo punto sia d’uopo considerare il valore e il potere del limite non già per mantenerlo tale, invariato, ma per imparare ad usarlo alla bisogna e a spostarlo secondo necessità pur mantenendo la nostra consapevolezza aggregata in una data forma bastante a sperimentare il Tutto ma bastante al Tutto per sperimentare la sua creazione.

Credenze, inventari e indici

Cosa mantiene un limite tale? La credenza che esista.
Cosa determina un credenza? Il nostro indice o inventario.
Cosa è l’indice? Quell’insieme di credenze che utilizziamo quotidianamente per codificare la nostra realtà, per codificare l’esperienza dalla luce.
Dove è scritto l’indice? Nella mente, ovvio, come tutto il resto.
Quale è la base dell’indice umano? Il tempo lineare sequenziale. A quello siamo asserviti quasi sempre.

L’apparente nascita, l’apparente vecchiaia e l’apparente morte sono il tributo più alto che paghiamo per sostenerlo. Questi tre elementi sono il prezzo che paghiamo per scandire un tempo che non c’è. Una finzione, un teatrino per emulare l’unica cosa che la Coscienza non può fare: morire. Ogni istante quella parte di mente che riconosciamo come “io” crea un corpo un ambiente una sua storia … sì, è il miracolo della creazione ma in fondo, in fondo, cosa è la creazione? Pensiero, puro pensiero annidato con una tale dovizia di dettagli da parer solido, materiale; una lunghissima scala di ideazioni che, gradino dopo gradino, scende nella manifestazione.

L’Oblio

C’è un però. Affinché la creazione si sorregga è necessario dimenticare il primo pensiero, allontanarsi un poco dall’idea della sorgente, creare una credenza, un limite invalicabile a garanzia di tale oblio. E’ così che nasce la sceneggiatura della nascita, della vecchiaia e della morte.
Cosa penserebbe un madre se vedesse che la sua “creatura” può nascere da un suo pensiero focalizzato in un minuto invece che in nove mesi? Un attimo dopo aver creato il suo bambino dal nulla potrebbe ricordare che, così come ha fatto con il bambino, lei sta creando tutto ciò che la circonda minuto per minuto. Potrebbe sorreggere tale peso? Si e no.

Light Encoded reality matrix

Allora ecco che nell’indice abbiamo scritto della gestazione, del parto con dolore per dare maggiore enfasi a questa creazione a questo LERM (light Encoded reality matrix) inconsapevole. Così i riti della morte, tanto morbosi, servono a consolidare il programma morte che di fatto è una messa in scena da noi a noi stessi. Una volta che siamo tutti d’accordo sul fatto che io devo invecchiare e morire e che tu devi essere il testimone di questo dramma, il gioco è fatto. Codificheremo dalla realtà un continuo invecchiamento per assecondare questo indice fino al gesto estremo e gli altri intorno a noi saranno perfettamente allineati nel vederci morire, faranno i riti necessari a consolidare questo indice in loro.

Noi d’altro canto lasciati i nostri cari a sorreggere il LERM del nostro cadavere e della sua decomposizione potremmo scoprire di non essere affatto morti. Tuttavia, un’altra informazione nell’indice, quello dell’oblio, cancellerà ogni traccia del precedente teatrino in modo che uno nuovo possa ricominciare, a patto che oggi, ora proprio ora, non iniziamo a mettere in discussione questo “caro” indice.

Il punto è: abbiamo ancora bisogno di un indice così stringente? Oppure siamo divenuti abbastanza responsabili da ricordare tutto il nostro eterno viaggio sfruttando il potere del limite?

Il territorio in cui pensi di vivere ha dei confini che lo circoscrivono. I confini sono un limite. Quel limite è creato nella tua mente ergo il territorio è definito inter-mente dalla tua mente.

Chi ha il potere di definire ha il potere.

QUI e ORA
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Per approfondire:  LERM-MPOLERM-MPO

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About mila solaris

Un uomo può davvero parlare di se come se si conoscesse? Solo una cosa non è mai cambiata in tanto tempo e questo è un aspetto vero e reale: ho camminato sulla via della conoscenza, sempre. Talvolta distratto dalla mondanità, è innegabile…come tutti sanno tira più un pelo di figa che un carro di buoi, ma io son passato subito ai motori a scoppio e quindi forse questo mi ha salvato! https://quartattenzione.net/about-quarta-attenzione/mila/

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