OPPT, un’altra storia – Seconda Parte

OPPT, un'altra storia Seconda Parte

La società privata sotto false sembianze di stato in parvenza di legge

Nel corso degli ultimi anni anche nella penisola italica molti uomini vivi in carne ossa e sangue si sono dedicati allo studio della legge non corporativa, essendo venuti a conoscenza dei sorprendenti fatti che OPPT aveva portato a galla.

Quello che l’evento One People’s Public Trust aveva messo in evidenza era, più di ogni altra cosa, il fatto che il 99% degli stati, governi, nazioni al mondo non erano tali. Erano in realtà delle company, delle società di diritto privato sotto il completo controllo delle banche pretenziosamente definite Nazionali. Società che nulla avevano a che fare, indipendentemente dal fatto che si dichiarassero democratiche o comuniste o socialiste, con i popoli che queste pretendevano di rappresentare. Qui purtroppo ho dovuto usare la parola popolo (senso lato) ma tu ricorda la definizione di popolo del precedente post sulla sovranità e quindi sii cauto nell’usare tale parola.

Annuncio ufficiale di OPPT

Con la pubblicazione, l’annuncio ufficiale del 25 dicembre 2012 (OPPT Official Announcement), gli autori di questa iniziativa, Heather Ann Tucci-Jarraf, Hollis Randall Hillner e Caleb Skinner, presuntivamente aiutati e supportati da molti altri uomini che lavoravano dietro le quinte, consegnavano al “mondo” il risultato e il frutto della loro vittoria. Semplicemente erano riusciti, con un certo numero di dichiarazioni, “affidavit”, commerciali in forma di “Financing Statement” a portare questi falsi stati, vere società private, allo scoperto. Questo usando proprio lo strumento legale che tali “stati” adoperavano per condurre il loro business. Avevano usato “IL” pubblico registro commerciale più in vista al mondo, il WA DC RECORD of DEED per depositare la denuncia e dichiarazione in piena verità, che:

a) gli STATI di cui sopra non erano affatto STATI ma società private e
b) in conseguenza a questo fatto, detti finti STATI avevano mancato di rispettare la prima massima del commercio: “La verità regna sovrana nel commercio“. Questo perché non avevano informato i loro azionisti, ovvero gli uomini sulle quali queste società erano state istituite, circa la natura commerciale e non statale delle medesime.
c) La mancata informazione era stata fatta di proposito per trattenere le ricchezze e i dividendi che provenivano dalle risorse naturali (e dalla loro lavorazione) dei luoghi appartenenti ai nativi.
d) Per dette ragioni tali società erano cadute in “disonore”, termine specifico anche del diritto commerciale internazionale, nello specifico del Codice di Commercio Uniforme (UCC). Tale disonore andava riparato con una sanzione a carico di dette società da pagare ad ogni uomo sulla terra. Il meccanismo era non molto diverso dalle “sanzioni” che la multinazionale, del tutto privata chiamata Unione Europea, di tanto in tanto applica alla multinazionale, del tutto privata, REPUBBLICA ITALIANA.

Il meccanismo OPPT

Ecco dunque il “meccanismo” messo in moto da OPPT che era ed è indubbiamente valido e legale, a prescindere da gli scopi ultimi o nascosti, e qui di nuovo ti invito a immaginare tutte le possibili storie alternative. Periodicamente ritornerò sulla vicenda sempre con maggior dettaglio, ma per ora mi limito a questo.

Giù la maschera al Sistema

D’altra parte, precedentemente e contestualmente altri uomini in tutto il mondo avevano già fatto azioni mirate a smascherare il sistema. Sistema che da qui innanzi chiameremo corporation, per non ripetere sempre “società privata sotto le false sembianze di stato in parvenza di legge”.
Nel limite della mia conoscenza, ricordo a questo punto che almeno tre indipendenti team di ricercatori. The Living Law Firm guidato da Anna Von Reitz., Frank O’ Collins inclusa la sua fondazione UCADIA. Freedom School. Questi uomini, e relativi gruppi, già da prima del 2012 si erano impegnati nello studio e nella divulgazione (azione del volgo?…attenzione!) di quei fatti di legge sui quali OPPT fondò successivamente la sua azione

Charles Miller

Ecco che a questo punto le storie iniziano ad incrociarsi e a produrre nuove prospettive e possibilità. Sì, devi considerare il fatto che l’azione di OPPT non si fermò al 2012 e soprattutto non nacque dal nulla. Da una più attenta lettura dei documenti depositati da OPPT sul WA DC, già un altro uomo che portava il nome di Charles Miller, aveva fatto un’azione simile a OPPT nell’anno 2000.
Azione condotta da Miller non con il proposito di cancellare banche e governi come poi fatto ha OPPT. Il suo unico scopo era quello di “sottrarsi” al loro controllo e riappropriarsi delle sue proprietà e…qualcosa di più. Questo sempre depositando un financing statement in affidavit, nel quale dichiarava la sua conoscenza plenaria dei fatti che sopra ho menzionato nei punti a,b,c, oltre ad altre dichiarazioni concernenti il suo “status”.

Ancora prima, nel 2006 altri individui, sempre usando il pubblico registro commerciale, in questi casi non di WA DC ma di altri presunti stati americani, avevano fatto azioni simili. Sempre in questo arco di tempo (e fino ad oggi), anche Anna Von Reitz annotava e annota, nel pubblico registro dell’Alaska, i suoi UCC motivata dalle medesime conoscenze.

Un nuovo recinto

Di un fatto strano mi sono tuttavia accorto solo con il tempo.
L’iniziativa OPPT, aveva realizzato l’obiettivo unico di “dare scacco matto” al sistema bancario e governativo mondiale, questo è vero. Lo aveva annullato o meglio reso nullo, cancellato e pignorato agli effetti della legge sulla quale lo stesso sistema si reggeva. Lo aveva però fatto “in nome del popolo” meccanismo trito e ritrito che, a dispetto del nome, non chiede il consenso esplicito, il permesso agli uomini per rappresentarli in questo indifferenziato insieme chiamato popolo.
In sostanza i tre trustee che avevano fondato OPPT, pur nell’indiscutibile efficacia e veridicità della loro azione, avevano prima annullato e pignorato le banche-governi, poi trasferito tutta la ricchezza mondiale di queste al POPOLO. Questo popolo era però un trust.
Capisci? Una finzione giuridica che avrebbe potuto anche chiamarsi PIPPO o PAPERINO. Invitando  successivamente gli esseri umani, “living being”, a incorporarsi a detto trust. Un altro nuovo recinto.

Un altro incrocio

Qui di nuovo ci troviamo a un incrocio tra più storie possibili.
Da un lato, usare saggiamente gli strumenti messi a disposizione di OPPT era un indiscutibile beneficio:
1) per l’uomo vivo in carne ossa e sangue che voleva sottrarsi alla schiavitù facendo attenzione a non incorporarsi nuovamente,
2) per gli “esseri umani” (dei quali ho già parlato) che non avendo sufficiente consapevolezza e voglia di raffinarla decidevano di incorporarsi per averne i benefici.
Tuttavia, era invece un rischio per “esseri umani” in cammino desiderosi di riguadagnare la propria piena dignità di uomini. Un’adesione incondizionata a questo trust rischiava di ingabbiarli nuovamente.

L’età dell’oro

Non è un segreto che stiamo vivendo oggi una trasformazione economico-politico planetaria. Qualcuno l’ha chiamata l’età dell’oro. A me non piace molto come nome, perché credo che l’età dell’oro sia, al contrario di quanto la nostra immaginazione evoca, proprio quella che ci lasciamo alle spalle. Età dove l’oro ha fatto da padrone sopra ogni altra cosa. Per questo il nome età dell’oro e non dell’uomo. L’età dell’oro è stata quella del predominio dell’oro sull’uomo, dei cartelli bancari etc. Di nuovo alcuni astuti maghi sono riusciti ad ingannare tutti con un gioco di parole.

L’era del cinghiale bianco

In ogni caso, tornando a questa nuova era, quella che certe società spirituali hanno pianificato da tempo, non ti stupirà sentirne parlare come l’era del NUOVO ORDINE MONDIALE. Forse un noto cantautore l’ha voluta metaforicamente battezzare l’era dal cinghiale bianco. Non che stia dando il consenso a questo, non che mi piaccia, ma se osserviamo tutta la storia fin qui narrata, è evidente.
Stiamo vivendo una delle tre fasi alchemiche ben note agli studiosi di tutto il pianeta. Direi che siamo al termine della prima il solve o nigredo. Solve delle nazioni, solve dei falsi stati, solve delle religioni, solve dell’economia. Leggi questo solve come dissoluzione di qualcosa. E’ la fase della distruzione, della nigredo, non necessariamente cruenta come in passato.
Secondo l’alchimia viene quindi l’inter-regno, l’albedo, dove le cose si intravedo ma tutto resta cheto e infine la rubedo o coagula o cristallizzazione dove il piano si realizza appieno.

Mi sento anche di affermare che in parti diverse del pianeta potremmo essere a gradi diversi del processo. Ad esempio so che in Islanda un bel solve et coagula è già stato fatto anni fa con la cacciata dei bankster, ma non ho informazioni di prima mano attendibili ad oggi.

Il punto debole di OPPT

Tornando ad OPPT quindi, e questa è una informazione di prima mano, tutta la manovra fu concepita per produrre un passaggio indolore da un sistema di corporation al ONE PEOPLE senza necessariamente il consenso aperto, informato e manifesto degli abitanti del pianeta.
Penso che fu proprio questa la sua debolezza, perché la legge si fa in primo luogo con il consenso. Certo OPPT poteva basarsi sul tacito consenso ma era lo stesso tacito consenso che usava il Sistema. Quindi se il 99% degli uomini in occidente è convinto di essere una PERSONA che fa parte di uno STATO e vuole continuare a crederlo per indolenza, ignoranza o paura questa diventa consuetudine e come tale ben presto diviene legge.

Lo aveva capito e lo sapeva molto bene Anna Von Reitz che per contro, dopo anni di studio proponeva, e propone, un sistema dove ogni uomo si affranca dal sistema incorporativo e solo successivamente, se vuole, istituisce una nuova nazione delegata da uomini vivi in carne ossa e sangue e non da persone.
La sua linea guida era ed è la massima e più accurata completa informazione a tutti i livelli, così da stabilire un consenso infomato plenario e consapevole.

Globalizzazione vs decentralizzazione

E’ interessante notare come i due sistemi, OPPT e The Living Law Firm siano, in quanto a scopo, diametralmente opposti. Uno sembrava puntare all’NWO l’altro alla decentralizzazione. Preciso qui che OPPT è stato comunque cancellato dai suoi stessi fondatori una volta terminato il suo compito, e ha portato a una via molto diversa da quella iniziale ma questo lo vederemo più avanti.

OPPT dunque puntava alla dissoluzione di ogni confine ma sotto l’unico mega trust di OPPT appunto l’unico gerarca. The Living Law Firm puntava e punta a ricreare delle nazioni reali istituite dai “nativi in azione“, uomini. Ovviamente con la controindicazione di confini politici e sociali da difendere.
Tra i due è, inaspettatamente, nato un terzo sistema che è il distillato dei precedenti.
Puoi tuttavia vedere i due come parte di un sistema più ampio.

Un triskel di forze

Un sistema che da un lato raggruppa tutte quelle forze troppo frammentate per sostenersi da sole in un NWO. Dall’altro lato favorisce l’aggregazione di nazioni fatte da uomini che sentono ancora il bisogno di individualizzarsi in un’istituzione organizzata che li garantisce e protegge. E da ultimo lascia che altre forze più cristallizzate si organizzino indipendentemente ma in equilibrio con il primi due sistemi.

A ben guardare appare come un triskel di forze (e in effetti non dovrebbe stupire) dove l’equilibrio non è dato dai numeri di ogni insieme, ma dal grado complessivo di cristallizzazione degli “esseri” che ne fanno parte. Bada che ho detto esseri, non uomini per restare generico e aperto a qualsiasi manifestazione di consapevolezza che tenda alla autodeterminazione.

To be continued

Bene, anche per oggi sono arrivato alla conclusione del post. Ti anticipo però cosa succederà nella prossima “puntata”. OPPT divenne notissimo in tutto il pianeta e un numero impressionante di “esseri” iniziò ad usare gli strumenti che questo proponeva per affrancarsi dalla schiavitù. Nel contempo uno dei tre trusteee abbandonoò la scena mentre Heather e Caleb iniziarono una avventura-esperimento in Marocco, nel paese di Aochatan con un certo numero di partecipanti, in attesa che gli eventi si sviluppassero.. ma questa è un’altra storia.

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