Oscillatore tempoterico

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Onorevole uomo vivo in corpo vivente di carne ossa e sangue, oggi mi prendo una piccola pausa dalla così detta matrix giuridica per parlarti dell’oscillatore tempoterico!

Ho ben ragione di pensare che l’argomento sull’innata paura dell’uomo nei confronti della morte sia il più sviscerato da tempo immemorabile. Quindi non intendo aggiungere altre considerazioni in merito al presunto “fatto” chiamato morte. Piuttosto vorrei indagare quali siano gli elementi percettivi irrinunciabili affinché di morte si possa parlare. Meglio, vorrei capire se ci sono dei postulati che sono sfuggiti all’attenzione dei tanti pensatori che si sono cimentati nello studio di questo fenomeno.

Beh, può darsi che non sia neppure necessario andare a cercare tanto lontano poiché al principiare di ogni percezione umana vedo e ritrovo sempre lo stesso elemento di base, il tempo.

La religione dello spazio-tempo

Non trovo necessario enfatizzare più del dovuto l’importanza del tempo nella percezione delle forme di vita cosiddette pensanti, perché è davvero ovvia. Tuttavia, voglio portare l’attenzione su come il concetto stesso di tempo si sia, col tempo (!), esteso in modo significativo. Basti solo ricordare che da un certo momento della (presunta) storia in poi (Teoria della relatività di Einstein) non è stato più possibile parlare dello spazio slegandolo dal tempo. Era nato lo spazio-tempo. Indubbiamente i più grandi fruitori del concetto spazio-tempo sono stati i fisici di ogni “religione”, dalla fisica quantistica all’astrofisica.

Lineare sequenziale

Tuttavia, quale altro assioma si cela dietro questo concetto di tempo? Cosa è dato apparentemente per scontato da molti pensatori? E’ il tempo solamente un tempo sequenziale lineare? Forse?
Anche nelle più rocambolesche teorie di varchi spazio-temporali, di buchi neri tanto potenti da deformare lo spazio-tempo, di ponti di Einstein-Rosen, sparsi ovunque nella materia, pare che il presunto osservatore si muova sempre in un tempo lineare sequenziale, in modo indiscutibile.

Il Tempo come senso

Certo sarebbe difficile per uno sperimentatore poter “osservare” alcunché, o trarre alcuna conclusione, se non desse per assolutamente indiscutibile la linearità sequenziale del tempo che egli stesso percepisce. Persino nel famoso paradosso del gatto di Schrödinger l’assioma fondamentale è che ci sia un osservatore che compie una serie di azioni in sequenza al termine delle quali apre la scatola per scoprire quale idea è “precipitata”. Ma ora la domanda è: e se anche questo modo di percepire il tempo fosse un altro senso dell’uomo? Intendo dire un senso come il tatto, l’udito, la vista…un settimo senso!

L’oscillatore tempoterico

Immaginiamo di possedere un organo che chiamiamo oscillatore tempoterico che ci permette di selezionare modalità di tempo diverse da quella lineare sequenziale. Per lineare intendo un movimento dal passato verso il futuro e per sequenziale intendo la sensazione di correlazione tra avvenimenti “vicini”.

Lineare ma non sequenziale

Immaginiamo ad esempio un tempo lineare non sequenziale. Ovvero, immaginiamo che il nostro oscillatore tempoterico raccolga le esperienze che facciamo e le distenda in bella fila, inserendo al loro interno avvenimenti che appartengono alla nostra esperienza onirica e psichica creando così un continuum giorno-notte ininterrotto. Oppure, immaginiamo che l’oscillatore tempoterico, sempre rispettando la linearità, metta in sequenza una serie di eventi della stessa categoria, come tutte le volte che abbiamo incontrato una vicina di casa un poco matta che sta a tre isolati da noi. O ancora, che allinei tutte le migliori avventure amorose avvenute nel corso della vita in un’altra sequenza e così via.

Tante belle sequenze come tracce parallele nel nastro magnetico della nostra memoria. Confezionate in modo tale da restituirci, alla fine, la sensazione di sequenzialità tra eventi che sono occorsi anche a distanza di anni.
Ecco, se questo organo tempoterico esistesse e sapessimo usarlo avremmo così a disposizione molte tracce temporali diverse e potremmo passare dalla traccia mnemonico-esperenziale delle avventure amorose, alle 1000 avventure fatte con la nostra gattina senza interruzioni.

Obiezione

Ora, potresti obiettare che le cose attorno a te accadono anche se tu non ne prendi parte o ne vuoi prendere parte.
Ne sei sicuro?
Vuoi dire che hai notato tutti gli accadimenti intorno a te nel corso della giornata (presunta) senza distrazione? Vuoi dire che hai vissuto consapevolmente tutte le azioni alle quali hai partecipato senza distrazione?

Prima Postilla

Recuperiamo il concetto di spazio-tempo. Mi rivolgo a tutti quelli che si sono avvicinati alla descrizione della multidimensionalità come a un fatto assodato. Stante la validità del binomio spazio-tempo, multidimensionale non vuol forse anche dire multitemporale? Infatti, parlare di dimensionalità vuol dire non solo parlare di spazio ma anche di tempo, foss’anco psichico.

Il concetto di Morte

Orbene, è “tempo” di recuperare il concetto di morte. Mi pare logico affermare che “inizio” e “fine” siano strettamente correlati al concetto di nascita e morte, così come alla percezione di un tempo quantomeno lineare, dal passato al futuro. Dovremo perlomeno considerare una linea temporale che culmini con l’evento della morte nostra o di qualcun altro se vogliamo accorgerci di morire. Inoltre, come si comporterebbe questo spazio-tempo, alias la sua emanazione, “materia”, se cambiassimo il tracciato tempo? Quand’è che siamo nati? Mmm? Quando dovremmo morire? Sulla base di quale evoluzione, degradazione cronologica?

Sequenziale ma non lineare

Ora, facciamo nuovamente un altro passo nel terreno infido del tempo. Esaminati diversi tracciati temporali in modalità lineare non sequenziale, proviamo ora l’opposto. Sequenziale non lineare, ovvero eventi correlati ma non necessariamente dal passato al futuro.

Il sogno

Abbiamo già fatto una esperienza del genere? Si, nello stato di sogno accade spesso. Nel tentativo di ricordare durante la veglia il sogno, ci accorgiamo di non saper colocare avvenimenti del sogno stesso in un tracciato lineare. Oserei dire che è proprio questa discordanza che ci da modo di distinguere la veglia dal sonno. Nella prima tanti eventi lineari sequenziali ordinati, mentre nel secondo molti eventi, talora correlati ma spesso non lineari o nessuno dei due casi. Nondimeno abbiamo esperito quello stato e, francamente, senza accusare problemi di distorsioni temporali o percettive. Anzi, spesso dimorando in uno stato di calma e serenità desiderabili.

Poi durante la veglia noi, operata la scelta di sintonizzare il nostro oscillatore tempoterico nella modalità lineare sequenziale ci sentiamo confusi nel ricordare un sogno che tanto chiaro ci pareva al momento del suo svolgersi.

Non natale e non mortale

Dopo una vita trascorsa con l’oscillatore tempoterico sintonizzato sul tempo lineare sequenziale, siamo davvero sicuri di non esserci persi qualcosa?
Dal momento che codifichiamo le esperienze della vita tramite la rielaborazione stessa delle esperienze pregresse, e visto che la nostra conoscenza è anche e forse il solo filtro percettivo della nostra esperienza, siamo sicuri che questo tempo lineare sequenziale non porti semplicemente al suicidio di massa per credenza acquisita? Una volta scritto nel mio vocabolario mentale che il tempo lineare sequenziale è la mia unica opzione percettiva potrei davvero accorgermi di essere non natale e non mortale, ma multidimensionale-temporale?
Beh, è consolante pensare che alla fin fine, forse, si tratta solo del suicidio di una traccia temporale specifica.

L’argomento non è esaurito ovviamente, perché riflettere sull’opportunità di percepire il vivere diversamente, in senso temporale, ha molte implicazioni, non ultima la possibilità di plasmare la materia stessa in quanto fatta di spazio-tempo. Benvenuto creatore, viaggiatore, sognatore, uomo.

Seconda Postilla

L’oscillatore tempoterico o come vi piaccia chiamarlo esiste davvero, in quanto funzione specifica della mente la quale è l’origine di ogni organo sensoriale conosciuto e non.

Un segreto

Onorevole uomo vivo in corpo vivente di carne ossa e sangue se hai avuto la pazienza di leggere fin qua, pur apparentemente esulando questo post dai ragionamenti inerenti la matrix giuridica, ti svelo un segreto.
Tutto ciò che ti è stato rubato in una linea di tempo te lo puoi riprendere in un’altra linea di tempo parallela. Ma poiché tu sei un viaggiatore multitemporale ancora non consapevole avrai la sensazione e il ricordo di esserti finalmente riappropriato di ciò che è tuo in questa unica singola monotemporale-lineare esperienza di vita.
Ti do solo un suggerimento immagina e mantieni nel focus dell’attenzione su ciò che vuoi ottenere senza perderti nei mezzi e negli strumenti che in forza della tua conoscenza dovrai o potrai applicare in questo percorso.

LETTURE CORRELATE

About mila solaris

Un uomo può davvero parlare di se come se si conoscesse? Solo una cosa non è mai cambiata in tanto tempo e questo è un aspetto vero e reale: ho camminato sulla via della conoscenza, sempre. Talvolta distratto dalla mondanità, è innegabile…come tutti sanno tira più un pelo di figa che un carro di buoi, ma io son passato subito ai motori a scoppio e quindi forse questo mi ha salvato! https://quartattenzione.net/about-quarta-attenzione/mila/

3 comments on “Oscillatore tempoterico

  1. Emin

    Salve! La morte soltanto tramite l’esperienza umana si può sperimentare (anche se il termine non è esatto), che è pure la ri_nascita…. avendo già sperimentato la morte del pensiero /emozione. Chiaro che questa “esperienza” al di “fuori” della coscienza di se steso, fa sì che il tempo/spazio sia una realtà virtuale co_creata in unico tempo incommensurabile od il non_tempo, contenente la disgregazione, la dualità di questa dimensione di esistenza. L’essere è tutto ciò che è, al di là di ciò che si può sapere che sia. 💃🤗🕺

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    1. QuartAttenzione

      Già, forse è rimasto solo l’uomo a sperimentare la morte perchè tra tante specie nell’universo ancora crede che la sua esistenza sia iniziata un certo giorno, quello della nascita e… come sappiamo l’inizio non può esistere senza la fine.

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    2. gianluca galvani

      Ottima analisi. L’essere che è in realtà non è qui, ma qui manifesta parte di se stesso sperimentando emozioni e sentimenti .

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