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Onorevole uomo vivo in corpo vivente di carne ossa e sangue, oggi ti propongo una indagine basata su elementi semplici e verificabili sullo status-politico chiamato cittadinanza. Analisi che mette in luce alcuni aspetti, spesso dimenticati, di questo pazzo pazzo mondo che chiamiamo la REPUBBLICA ITALIANA, ammesso ma non concesso, che esista… in una forma o nell’altra.

Come talvolta è già accaduto, permettimi di fare una precisazione, quale antefatto al presente scritto, onde evitare fraintendimenti in merito a quanto leggerai. Il percorso di conoscenza che forse vuoi intraprendere per imparare ad adoperare la legge a tua garanzia e vantaggio, è un percorso che mette te, onorevole uomo, al principio del cammino. La tentazione che tutti proviamo nel fare il contrario è invece un’abitudine che alla fine produce pochi vantaggi e molti svantaggi.

Negazionista, sovranista o individualista

Mi spiego meglio: questo percorso può essere affrontato con un approccio negazionista, sovranista o individualista. Nel primo caso sollevando le buone, legittime ragioni e prove che mostrano l’evidente non-esistenza di uno STATO. Nel secondo caso affermando l’importanza e la sovranità monetaria dei singoli stati nella credenza che siano tali e non multinazionali-corporation di origine bancaria. Nel terzo caso sollevando le buone e legittime prove che pongono te, uomo vivo in carne ossa e sangue, sopra quell’isitituzione che pretende di essere uno STATO, o una comunità di STATI, senza curarti della sua natura e consistenza. Questo è ciò che definisco “mettere te stesso al principio del cammino”.

Sovranisti vs Globalisti

Voglio dilungarmi ancora un poco sul concetto perché è oltremodo attuale. Stiamo vivendo un periodo quantomai conflittuale, direi di guerra. Oggi sono palesemente schierate in questo mondo più fazioni tra le quali due spiccano: i sovranisti, ieri meglio conosciuti come no global, e il globalisti. Trascuro le altre fazioni occulte non perché meno importanti ma perché non legate al fattore consenso popolare.

I negazionisti, hanno da sempre un loro posto nella storia ma recentemente hanno visto nuovi natali con la corrente no-vax, culminata alla sua massima espressione grazie al babbionavirus. Ora la stessa classe è in rapida ascesa anche con un altro tema, l’evento delle presunte votazioni da parte dei cittadini incorporati alla società di diritto privato che chiamerò, per semplicità USA. Quest’ultima categoria di negaozionisti sembra un poco scomoda alla gerarchia STATO-BANCARIA e quindi non le è dato alcun risalto mediatico ufficiale.

Testimoniamo dunque questi eventi. Una pandamia farlocca del tutto mediatica e mendace e una presunta elezione-votazione che in realtà non elegge il presidente di uno stato bensì di una corporation BANCA-STATO. Votazione viziata inoltre nei suoi contenuti medesimi per evidenti brogli da parte di un sedicente NWO Deep-State. Puoi ben capire come un uomo che abbia anche solo un poco indagato sulla questione propenderà subito ad aderire allo schieramento negazionista o sovranista.

Contenitori

Il problema è che i primi due “contenitori” o classi, sono stati creati, alla stessa guisa di personalità giuridiche quali il “cittadino” o “elettore” per inscatolare nuovamente “le pecorelle che escono dal gregge”. Il nostro uomo, intento a comprendere e gestire questo pazzo pazzo mondo, finisce per ricadere nell’ennesima categoria creata ad arte, categoria che in quanto tale diviene un soggetto di diritto trattabile.

Se cadi anche tu nella trappola del gioco di parole e titoli rientri a gamba tesa nelle classe di persone giuridiche come il conducente, l’automobilista, il negazionista etc.

Così tra poco potrà essere scritto un codice apposta per questo nuovo soggetto di diritto che ti dice cosa puoi fare o non fare.

Il fattaccio può accadere tuttavia solo previa tua indentificazione, bada bene! Questa gabbia per nuovi soggetti di diritto è naturalmente scritta a beneficio, uso e consumo di quei pochi che non hanno la benché minima intenzione di rispettare i tuoi diritti che, anzi, vogliono conservare il privilegio di calpestarli proprio gettandoti in essa.

Nessuna battaglia

Guardati dunque dall’intraprendere una battaglia contro la corporation REPUBBLICA ITALIANA o una delle sue agenzie. Questo perché spendere energia per negare la loro esistenza, paradossalmente, le riafferma più salde mentre non da a te nessun vantaggio. Fino a quando tu rimani incorporato in una società di diritto, sia essa uno STATO-BANCA, una CORPORATION, una CHIESA o altro, ad essa appartieni che ti piaccia o no. Almeno fino a quando non prendi l’iniziativa di uscirne. Puoi parlarne bene o male ma le cose non cambiano. Sei un cittadino che appartiene a quello STATO con quella giurisdizione. Questo è un rango abbastanza sfortunato se comparato a soggetti di diritto internazionali che godono della protezione di dichiarazioni, accordi, e trattati internazionali sulla difesa dell’uomo.

Alcuni giorni or sono mi sono trovato a discutere proprio in merito allo status-politico conosciuto come cittadinanza. Oggi la prima domanda che mi faccio è:

puoi essere identificato con la persona giuridica di cittadino senza che ti sia attribuito un nome?

E da cosa si evince la tua cittadinanza se non dalla previa incorporazione del nome? Tu, in quanto uomo, non potrai mai essere inscatolato all’interno di un documento.

Bene provo a entrare nel vivo del discorso ora. Per quanto trovi sgradevole lo studio delle pretese regole interne della società di diritto REPUBBLICA ITALIANA, ritengo interessante conoscerne alcuni aspetti. Questo al fine di evitare i nefasti effetti che esse hanno prodotto indebitamente anche su gli uomini, pur non riguardandoli minimamente.

Lo status politico di cittadino

Per detto motivo inizio con l’esaminare il primo articolo della pretesa e presunta legge L. 5 febbraio 1992, n. 91 (1).

1. 1. È cittadino per nascita:

a) il figlio di padre o di madre cittadini;

b) chi è nato nel territorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi, ovvero se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori secondo la legge dello Stato al quale questi appartengono.

2. È considerato cittadino per nascita il figlio di ignoti trovato nel territorio della Repubblica, se non venga provato il possesso di altra cittadinanza.

Ho evidenziato in grassetto alcune parole che ritengo essere chiave per una corretta e completa lettura.

Ora ti chiedo, chi, chi e chi è cittadino per nascita?
Traduco. Ovvero è cittadino il figlio di cittadino, vale a dire che sei figlio del contratto di tuo padre che è figlio del contratto di suo padre, vale a dire che il contratto di cittadinanza si tramanda di padre in figlio?
Le colpe dei padri cadranno sui figli… Cosa vuol precisamente indicare la locuzione “cittadino
per”? Io posso essere un gentiluomo per scelta, ad esempio, o un lestofante per vocazione. Vedi che questo “per” indica la condizione nuova che mi caratterizza, il gentiluomo o il lestofante.
Ma il cittadino per nascita cosa indica? La nascita che diventa cittadino o il cittadino che diviene nascita? No, questa affermazione non sta in piedi. Tra poco vedremo il perché, ma intanto proseguo con la lettura dei termini per poi tirare le fila.

Manco a dirlo, questo cittadino manca di nozione specifica nel diritto codicistico comparendo così dal nulla nell’articolo 3 della, anche detta, COSTITUZIONE.

Non preoccuparti, il diritto romano definisce bene cosa è un cittadino o meglio cosa significa questa qualifica. Già perché di qualifica si tratta e non di un elemento della realtà.

Cittadino è in primo luogo un attributo e oggi direi anche più una condizione, quella di appartenenza.

Legge dello stato

Qui arrivo al secondo testo in grassetto “la legge dello Stato al quale questi appartengono”. Ah, allora il cittadino appartiene alla legge dello stato? Dunque ricapitoliamo. La presunta e pretesa legge definisce chi è cittadino e, siccome detta cittadinanza è un attributo e non uno stato dell’essere, a rigore se un cane divenisse mai cittadino italiano anche i cuccioli lo sarebbero, visto che il cane è padre del cucciolo. Torno quindi a chiedermi: c’è un soggetto nascosto? Chi o cosa è un cittadino? Un uomo o un cane?

Se la presunta e pretesa legge sta attribuendo questa cittadinanza a un uomo senza che questi possa esprimere il suo consenso, ovvero se sta istituendo un contratto per ius sanguini, allora l’articolo 2 della presunta e pretesa COSTITUZIONE è immediatamente disatteso.

Un diritto dell’uomo fondamentale, quello di decidere cose è bene o male per sé, viene meno già dalla nascita.

Provo a riscrivere la presunta e pretesa legge in modo chiaro senza occulti soggetti o sottointesi e vediamo se funziona ancora:

1. 1. È cittadino l’uomo che per (condizione) nascita:

a) è il figlio di padre o di madre cittadini;

oppure

È cittadino l‘extraterrestre che per (condizione) nascita:

a) è il figlio di padre o di madre cittadini;

oppure:

È cittadino il gatto che per (condizione) nascita:

a) è il figlio di padre o di madre cittadini;

E’ chiaro ora come e perché detta presunta e pretesa legge potrebbe, nella sua formulazione codicistica, essere ingannevole? Induce il malcapitato a identificarsi con il cittadino scordandosi che senza l’uomo, o lextraterrestre o il gatto non può esistere il cittadino indipendentemente.

Un altro esempio: prova a separare il cittadino dall’uomo e mostrami come è fatto il cittadino. Si vede? Si tocca? Cammina? Ha gambe e braccia?

Ecco che siamo arrivati ad un punto nodale.

Quanto sopra affermato è così vero che un uomo può, volendo, rinunciare alla cittadinanza, pagando una certa somma, agli agenti del presunto COMUNE di nascita. Curioso no? Ma se era cittadino per nascita? Allora essere cittadino per… cosa vuol dire?

Ecco una delle più subdole identificazioni in cui un uomo può cadere. Il cittadino per nascita.

Vediamo un esempio simile. Sei nato in montagna e quindi vieni detto da alcuni montagnino, che è l’equivalente speculare di cittadino no? Può alcuno dubitare che tu sia un uomo solo perché sei nato in montagna e quindi vieni detto montagnino? Tuttavia, è chiaro che montagnino indica l’uomo che è nato e vissuto in montagna, così come cittadino indica l’uomo che è nato e vissuto in città. Vero, a meno che con il tempo questo cittadino, anche grazie al DIRITTO ROMANO, abbia assunto in diritto dei significati occulti.

Dunque che scopo può avere la presunta, pretesa legge 1992, n. 91, laddove prevede la rinuncia alla cittadinanza?
Una soluzione? Non credo davvero, ed ecco perché. Se la presunta legge stabilisce che sei cittadino per nascita cosa divieni dopo la rinuncia, visto che detta legge non ti ha riconosciuto il tuo essere uomo? Un altro cittadino? Un apolide? Un’altra persona fictia? Quale status-politico ti affibbia?

Allora forse non si tratta di rinunciare alla cittadinanza, ma di correggere il tuo status-politico ristabilendo la tua nascita quale uomo vivo in carne ossa e sangue e non per, o subordinatamente a, o in conseguenza di…

La rinuncia alla cittadinanza ti metterebbe solo in un limbo dove vagano evanescenti soggetti di diritto senza terra né casa e confermerebbe il fatto che tu hai accettato, o meglio accetti incondizionatamente questa frode della cittadinanza imposta per presunto diritto a discapito del tuo vero stato d’essere un uomo vivo in carne ossa e sangue. Oppure ti troveresti a passare da una gabbia a un’altra. In due parole la rinuncia stessa può essere tale solo in virtù di un previo riconoscimento. Diversamente non sarebbe una rinuncia ma una dovuta debita correzione a uno status-politico errato.

Restituzione non rinuncia dello status-politico

Comprenderai meglio perché un giurista di grido come Anna Von Reitz abbia precisato che la cittadinanza va restituita non rinunciata. La rinuncia enfatizza il distacco da qualcosa che è stato prima accettato. Spesso qualcosa di valore o prezioso. La restituzione può essere invece il rimandare al mittente una enciclopedia che non hai mai voluto, come il rigetto ma forse con meno enfasi.

Inoltre come non notare la composizione del lemma ri(a)nnuncia del quale ci da conferma anche il vocabolario treccani il quale definisce, come ultimo significato di rinunciare quanto segue: “Annunciare pubblicamente, riferire: andaro gli ambasciatori, e rinunciaro e raccontaro ciò ch’aveano veduto e udito (Novellino)
Un poco equivoco come verbo se lo scopo è quello di correggere il tuo status-politico, non e vero?

2 comments on “status-politico

  1. Ivan

    Tutto interessantissimo, ma… E quindi? Come si può passare dalla teoria alla pratica e quindi riottenere burocraticamente lo status di uomo in carne e sangue? Grazie. ^^

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    1. QuartAttenzione

      Abbiamo già risposto a un tuo commento simile in un altro post. Purtroppo, non è possibile fare nulla senza prendersi il tempo di capire e studiare. Se avrai la pazienza di leggere tutti i post di quartattenzione, possibilmente in ordine cronologico, magari avrai modo di farti un’idea più chiara e fare domande più precise e puntuali e non così generalizzate. Tutto ciò che è scritto nel blog è inteso a portare alla comprensione.

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