Illegale Legale Rappresentante

illegale Legale Rappresentante_quartattenzione.net

Onorevole uomo vivo in corpo vivente di carne ossa e sangue, vorrei fare insieme a te due ragionamenti sul significato ultimo, dal punto di vista della legge, di vero o falso, per capire quando il legale rappresentante diventa illegale.

Stabilire i parametri di riferimento

Converrai con me sul fatto che per stabilire ciò che è vero o falso è necessario stabilire dei parametri di riferimento comuni.

Ad esempio, la sedia sulla quale siedi è vera? Cosa vuol dire vero? Che ha sostanza? Che è materiale, che è tangibile, o che semplicemente esiste in qualche modo e forma?
Forse un uomo che studia la fisica quantistica ti dirà che in realtà la sedia non è solida come ti sembra al tatto e quindi, se il tuo discriminante vero/falso è basato sulla solidità, la tua convinzione vacillerà. Ancor più se quell’uomo ti darà una dimostrazione tattile diversa da quella che hai ordinariamente della tua sedia.

Detto questo, se chiedi ad un biologo come distinguere un corpo vivo da uno morto forse ti dirà che in un corpo, fino alla completa dissoluzione, c’è sempre vita organica considerando i batteri coinvolti nel processo di decomposizione. Questo è vero anche per alcune cellule che ancora si riproducono e moltiplicano dopo la morte del corpo come nel caso delle unghie e dei capelli che continuano a crescere.

Falsi documenti

Ora veniamo a quelli che definiamo falsi documenti. Perché riappropriarsi di un documento se è un falso? Ecco dunque che anche in questo ambito è bene capire cosa è falso e rispetto a chi.
Sai che una persona fisica è stata creata uno specifico giorno, forse lo stesso della tua nascita, forse alcuni giorni dopo.

Per la precisione, in questo ultimo caso, strano a dirsi, la data di creazione dell’atto (contr[o]atto) di nascita è diversa da quella riportata in esso come la tua nascita. Forse per detta ragione si chiama “denuncia di nascita”: Perché è avvenuta dopo il fatto reale e concreto: la tua nascita o meglio il parto grazie al quale sei venuto al mondo.

Puoi denunciare un fatto anche diversi anni dopo che è avvenuto, ma sarebbe ridicolo annunciare un fatto molto dopo il suo accadimento. Infatti tua mamma e tuo papà hanno probabilmente dato il lieto annuncio della tua nascita ad amici e parenti appena questa è avvenuta. Oggi con grande trillo di telefonini cellulari. Solo “dopo” tuo papà “denuncia il fatto” all’anagrafe.

L’Atto di nascita, vero o falso?

Ora, se vediamo l’atto di nascita per quello che è, ovvero l’istituzione di una nuova finzione giuridica, persona, allora è alquanto strano che questa società di diritto privato che porta il tuo nome sia istituita con data antecedente all’Atto che la fonda. Come a dire che oggi qualcuno ha fondato la General-Motor-Engineering che è stata istituita l’altro ieri… qualcosa non torna, non credi?
Diverso sarebbe se, questo atto-di costituzione societario che chiami atto di nascita fosse la trascrizione di un “atto” già avvenuto proprio il giorno della tua nascita. Magari attraverso la cartella clinica o più specificata-mente quello che è chiamato CEDAP. Almeno in quest’ultimo caso la data di istituzione della società di diritto privato corrisponderebbe a quella di stesura e registrazione del documento.

Analisi dell’Atto di nascita

In ogni caso, per riprendere il discorso sul vero o falso, riesaminiamo questo documento anche detto “ATTO DI NASCITA”. Se all’istituzione della persona fisica tutti i soggetti coinvolti nel contr(o)atto di nascita fossero informati, consapevoli e d’accordo sul sisgnificato, scopo/fine del medesimo, allora questo contr(o)atto sarebbe del tutto regolare e percepito come vero, ma non è così.

Esempio della banconota

Provo a fare un esempio più tangibile per similitudine. Come distingui una banconota falsa da una vera perfettametne identiche in ogni loro parte?
Non puoi farlo esaminando le banconote. Tuttavia sai che quella falsa non è stata emessa dal legittimo proprietario del valore che la banconota (pretenderebbe di) rappresenta(re). In altre parole la nota-di-banco, nella quale c’è scritto che Tizio ti darà questo o quello, non l’ha emessa tizio che dovrebbe darti questo o quello. Il malcapitato non è stato informato (dal Caio di turno che stampa banco-note false) del fatto che qualcun altro ha fatto una banconota uguale alla sua.

Ancora peggio se Tizio ha un suo “piccolo tesoro” e Caio induce tizio a credere di registrare il suo tesoro per proteggerlo meglio. Invece, in luogo di una registrazione come Tizio la intende, Caio crea un sistema di note-di-banco con il quale impegna Tizio a consegnare tutto il suo “piccolo tesoro” a chiunque compri quella nota-di-banco che Tizio crede essere solo una semplice registrazione fatta per garantire il suo piccolo tesssssoro… il mio tesssoro!

Consenso informato e conoscenza plenaria

Quindi, la falsità non è nei dati riportati nella banco-nota, che descrivono il piccolo tesoro di Tizio. Piuttosto nel fatto che questa è stata creata senza il consenso pienamente informato e volontario, e la conoscenza plenaria di tutti i fatti riguardanti il piccolo tesoro di Tizio e quella banco-nota che pretende di rappresentare quel valore.

Questa banconota non è falsa in sé, è fatta di carta ben stampata con inchiostri di pregio e indica un valore reale ed esistente. Peccato che manca un passaggio, il consenso volontario, informato all’ emissione della banconota, dato dal proprietario del valore.

Tu un giorno sei nato e qualcuno ha stabilito un contr(o)atto in cui afferma che tu sei un nome un cognome, associato a un luogo e una data e ad altri dettagli che ti riguardano, creando un aggregato di dati tramite il quale istituisce una rappresentazione univoca. La finzione giuridica di te reale.

Vero o falso? 

Ora voglio essere provocatorio.

Tale finzione giuridica è vera?
Si!
E’ reale?
No!

Come mai allora ho scritto più volte che è invece falsa?
Perché, anche volendo trascurare alcune informazioni basilari intenzionalmente non indicate nel contr(o)atto, nessuno, e dico nessuno, ha informato in completezza né tuo padre, a suo tempo, né te, successivamente, del significato e delle conseguenze di tal contr(o)atto.

Illegale legale rappresentante

Si tratta quindi di un vero documento che istituisce una vera persona (non reale) che rappresenta in modo del tutto falso te! In questo senso è un illegale Legale Rappresentante.
Tu, conferendovi il tuo pieno consenso informato e volontario potresti rendere tale persona un legale Legale Rappresentante senza esserne il legittimo proprietario. Tuttavia né ieri né oggi hai potuto dare un consenso volontario, informato e alla luce della conoscenza plenaria di tutti i fatti, né ha potuto farlo tuo padre a suo tempo.

In modo figurato, potrei dire che al momento c’è verosimilmente una vera persona fisica, là fuori che ti cerca. Persona morta, naufragata nel mare del diritto positivo, la quale pretende di essere te. E sebbene questo sia falso, anche perché questa persona fisica non è reale, i suoi creatori, addebitano a te tutte le sue pendenze.

Legale e legittimo

Questa persona è stata legalmente creata e associata a te. E’ il tuo legale rappresentante, ma non legittimo rappresentante. E’ un legale rappresentante perché è apparentemente conforme al diritto codicistico della presunta giurisdizione della corporation REPUBBLICA ITALIANA.
Preciso inoltre che se il diritto codicistico stabilisse che è legale creare finzioni giuridiche omettendo di informare completamente ed esaustivamente il legale rappresentate, allora anche questo sarebbe legale, punto. Ma non è neppure questo il caso perché un contratto fatto senza il consenso delle parti, laddove non sia nullo ab origine può sempre essere rigettato. Un tale atto non sarebbe comunque mai legittimo, ovvero conforme alla naturale percezione di ciò che è vero e reale.

La frode del nome legale

Kate of Gaia usa uno slogan molto efficace:

è illegale usare un nome legale
legal name fraud

E’ illegale usare un nome legale

Perché? Perché questo nome legale è tale in quanto legalmente costituito, ma è illegale il suo uso da parte di chi non ne sia il legittimo proprietario.

Assisti spesso a casi in cui determinati “esseri umani” si sono accordati per rendere legale una menzogna (la politica è piena di casi simili), ma costoro non potranno accordarsi mai sul farla divenire legittima.

Legittima difesa

Prendi la legittima difesa. E’ legittimo per te difenderti quanto è minacciata la tua vita. Nulla vale più della tua vita per te, e questo è innegabilmente vero per chiunque, anche senza interpellarti. Non si può discutere se sia vero o no. La vita di un determinato uomo ha indiscutibilmente per lui un valore non negoziabile quindi è legittimo che questi la difenda ancor prima di essere legalmente autorizzato.

Contra principia negantem non est disputandum

Al di là di quest’ultima considerazione ritorno quindi alla domanda iniziale. Se un documento è falso, perché considerarlo o reclamarlo?
In primo luogo perché nel caso dei documenti che definiscono la presunta identità e le varie licenze  a te “imputate“, questi documenti contengono molti dati veri, i tuoi dati-informazioni. Ciò che non è vera è l’identità tra te uomo vivo e quei documenti.
Puoi verificare da te che anche dando un martellata sulla foto appiccicata sulla “tua” carta di identità, non sentirai dolore!

In secondo luogo, come ho già avuto modo di scrivere, dette informazioni riportano a te e sono la prova che tu sei stato oggetto di un contr(o)atto che non hai sottoscritto.

Gli agenti della coporation si sono anche tutelati. Infatti, hanno stabilito delle regole di prescrizione oltre le quali tu avresti perso ogni diritto di re-clamare. Non farti ingannare. Dette regole, codici, stabiliscono diritti e doveri per le persone legali non per gli uomini.
Tra uomini vale la legge naturale non il diritto codicistico. Per questo cito una massima latina sempre valida:

a piratis et latronibus capta dominium non mutant

Per completezza ti invito ad unire i puntini leggendo quanto già detto sulla persona in merito al diritto canonico CIC 96. Siamo qui al livello del diritto divino, un’altra creazione, a dispetto del nome, dell’uomo.

Persona legale e persona legittima

Volendo approfondire ulteriormente, anna von reitz da un resoconto molto dettagliato della differenza tra persona legale e persona legittima. Nondimeno sono entrambe rappresentazioni di diritto positivo. Ecco perché se dovessi scegliere tra una rappresentazione legale e una legittima, ovvero tra il legale rappresentante e il legittimo rappresentante opterei per quest’ultimo. Ancora una cella si, ma più larga.

Secondo anna von reitz, mentre la persona legittima è istituita sulla terra e sul suolo della tua terra natia, quella legale è istituita ed esiste solo in alto mare, a dire diritto dell’ammiragliato/commerciale. Per fare questa conversione gli agenti della corporation considerano il grembo materno come il contenitore delle acque del mare, l’ospedale di nascita come una nave e il dottore come l’ufficiale della nave (ho già scritto in merito alla carica di pubblico ufficiale e del dottore).
Tutte queste rappresentazioni e sostituzioni, non ultima quella della data di nascita che in realtà è la data del parto, sono la macchinazione occulta orchestrata per renderti schiavo.

La fantomatica foto

Per concludere cosa dire infine di questa fantomatica foto, indispensabile su alcuni documenti mentre su altri no. Perché sulla patente e sulla carta di identità c’è la tua foto, ma sull’atto di nascita no? E perché invece non c’è sul codice fiscale? O sull’atto di proprietà della casa? O sulla laurea? O sul libretto dell’auto?
Mi potresti dire che la carta di identità così come il passaporto richiedono la foto proprio per stabilire una identità tra la persona e te uomo. Ma cosa dire allora della patente? Tu sei la patente? No. Allora perché inserire la foto?
E per contro, il presunto atto di nascita? Un foto al pupetto no? Perché?
Quale occulto rito si nasconde dietro questi aspetti?

Massima del giorno di min lu:
non percepisco il mondo come è ma il mondo è come lo percepiscomin lu

Del resto, se stabilissimo che il giorno della nascita è quello del concepimento, allora ri-porteremmo l’uomo in quel regno intangibile al quale appartiene di dritto, conferendogli un’esistenza anche senza un corpo materiale tangibile. Questo porterebbe quale conseguenza il fatto di dover spostare anche la morte dell’uomo in un momento successivo al deperimento-fine del corpo-fisico. Questo poiché se la tua nascita è avvenuta al concepimento, prima di venire al mondo con un corpo fisico da esso indipendente, allora non possiamo più credere che la tua morte coincide temporalmente con la morte del corpo fisico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *