Venuta al mondo

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Oggi, onorevole uomo vivo in corpo vivente di carne ossa e sangue voglio parlarti di quel mirabile evento che chiamiamo nascita, ma che è meglio definire la venuta al mondo.

Prima però, ecco l’avviso di rito: se non hai letto i primi 12 post di questo blog non andare oltre, pena il totale fraintendimento di quanto sto per scrivere. Inoltre e ancora: puoi usare queste informazioni a tuo piacimento ma in totale, completa illimitata responsabilità, sempre e solo in onore, onestà e rettitudine di intenzioni e azioni.

La nascita

Orbene, parliamo della nascita. Questo è un argomento che merita alcune specifiche considerazioni perché è tutt’altro che scontato cosa sia e cosa indichi la nascita.
Ecco un primo esempio. La tua immaginazione, quando parlo della nascita, subito ti mostra un neonato in fasce (non dico bambino che ha un significato poco lusinghiero). Ti ricordo però che nasce anche una nuova squadra di pallone o una nuova azienda, nasce un nuovo modello di auto, nasce una nuova parola, nasce un desiderio, un sentimento, nasce una nuova idea. Posso affermare con tranquillità che a nascere è ogni cosa che si “palesa” in questo mondo o piano, se preferisci. Nota inoltre che quando nasce una nuova azienda nasce spesso anche un nuovo nome. Nei post precedenti trovi i link a importanti registri di nomi come TRADEMARKIA, per esempio. Spesso nascono nuove aziende sotto i tuoi occhi e tu nemmeno te ne accorgi perché usano nomi nuovi ma simili ad altri già conosciuti.

Nascita di un’azienda

Se per esempio fosse necessario creare una nuova azienda designata a riscuotere (o percuotere) le pretese tasse in nome dello STATO, non volendo o potendo più usare l’Agenzia delle Entrate per ragioni commerciali, i medesimi responsabili di quest’ultima potrebbero far nascere una nuova azienda e chiamarla Agenzia Entrate o Agenzia delle Entrate e Riscossioni, etc. Forse tu, per distrazione, non ti avvederesti del fatto e proseguiresti i tuoi rapporti con la Agenzia delle Entrate e Riscossioni presupponendo, a torto, che sia la vecchia Agenzia delle Entrate. In realtà stai trattando con una neo-nata società avente solo un nome simile e neppur tanto simile alla precedente.

Venuta al mondo di un neo-nato

Ti ho già spiegato come questo gioco sia stato fatto, in maniera del tutto analoga, poco dopo la tua venuta al mondo. Si, ho detto venuta al mondo, proprio per differenziare l’evento della tua “nascita” dalla nascita di una azienda. Tu, in quanto uomo vivo in corpo vivente di carne ossa e sangue, ti manifesti nella corporeità, nel mondo quadrimensionale perché tu sei “venuto al mondo”. L’azienda che chiami, ad esempio, TRIBUNALE DI TORINO, al di là di essere un nome, non è manifesta in questo mondo ma solo nel mondo dell’immaginazione (vedi a tale proposito l’immagine di cui sotto).

DUNS NUMBER TRIBUNALE DI TORINO

Prova di questo semplice fatto è che molte pretese istituzioni sono “domiciliate” presso palazzi storici preesistenti che avevano già un nome prima di essere “posseduti” da siffatte finzioni giuridiche. Per esempio palazzo Pinko Pallo, ora palazzo di giustizia a Bologna oppure o palazzo Pinko Pallo, ora palazzo di giustizia a Venezia.
Questo non è tutto. Infatti, potresti dirmi, anche questi palazzi storici esistono nel mondo in ragione della loro materialità fatta di pietre, mattoni, cemento, stucchi e intonachi e non grazie al solo nome. FIAT è il nome della fabbrica, non la fabbrica di automobili.

Chi o cosa è nato?

Ecco allora che, nello preparare la tua dichiarazione, dovrai essere certo di chi e cosa è nato quando ti riferisci a quel te reale con il quale parlo ora.

Per questo l’ATTO DI NASCITA non descrive la tua venuta al mondo, ma è un documento che riporta nomi e cognomi e alcuni fatti, non necessariamente, anzi invero sicuramente, non riguardanti te.

Anche la cronologia è importante. Tu sei venuto al mondo prima che l’atto di nascita venisse redatto, quindi possiamo dire che questo atto potrebbe essere nato da te. O meglio, nato dalla necessità di attestare la tua nascita. Una necessità certo non tua e nemmeno dei tuoi procreatori (geni(at)tori), visto che questo atto di nascita non solo non ti ha dato di che vivere ma ti ha caricato di un presunto debito pubblico del quale tuo papà e mamma non sapevate nulla. Infine ti ha reso schiavo di una corporation. Di questo però abbiamo già parlato in post precedenti.

Dichiarazione di venuta al mondo

Se stai seguendo questa serie di post avrai capito che è mia intenzione indicarti come inserire questo fondamentale concetto, quella della tua venuta al mondo, nella tua dichiarazione.

Innanzi tutto ragioniamo su un fatto incontestabile. Tu non hai memoria della tua venuta al mondo, ma solo conoscenza indiretta di questo evento in base a quanto ti è stato detto da coloro che ti hanno generato (genitori). Di essi vorrai indicare, nella tua dichiarazione, il nome con il quale erano conosciuti, il nome del luogo nel quale sono venuti al mondo e il nome del luogo presso il quale vivevano. Da loro hai appreso che sei venuto al mondo, partorito alle ore x del giorno y del mese z dell’anno w, saldo e stabilito sulla terra ferma e sul suolo del “pianeta terra”, nella area (territorio) anche detta-conosciuta con il nome (ad esempio) “Pianura Padana”.
Devi dunque essere davvero attento nel fare affermazioni che potrebbero rivelarsi accidentalmente, sebbene non intenzionalmente, mendaci. Stai facendo una dichiarazione di piena verità e tale deve essere. Dubito quindi che ricordi il momento della tua venuta al mondo quindi non puoi affermarlo con certezza e, paradossalmente, non puoi fare una affermazione di prima mano.

Anche conosciuto-detto

Giunti fin qui, hai certamente notato che ho usato la formula “anche conosciuto-detto, con il nome di…” per indicare luoghi specifici e non semplicemente Pianura Padana o Genova bensì “il luogo, anche conosciuto-detto, Pianura Padana“.

Questo non è un caso ma una conseguenza del fatto che il luogo non è il nome che lo indica. Così come tu non sei Mario Rossi ma l’uomo vivo nel corpo vivente di carne, ossa e sangue, anche conosciuto-detto, attraverso il suono delle parole Mario Rossi.

Reale e manifesto

Tu, onorevole uomo vivo in corpo vivente di carne ossa e sangue, che al momento presente stai leggendo questo post, hai cessato per sempre di identificarti con qualsiasi nome perché tu sei quello che sei. Non hai bisogno di spiegare o giustificare ciò che sei per il semplice fatto che sei reale e manifesto qui ed ora. La manifestazione non dà spiegazioni a sé stessa. Domani, ti assicuro, durante una passeggiata in campagna, non incontrerai un albero che ti dirà “piacere io sono Pino della stirpe Conifera“. Neppure farà un gesto di saluto al tuo passare. Tuttavia, questo non cambierà il fatto che è un essere vivente reale e tangibile. Per questa ragione anche tu, mio caro, in primo luogo sei quello che sei (io sono quello che sono). Tale affermazione è appositamente auto riferita, serve a enfatizzare l’indipendenza della tua manifestazione nel momento presente. Una manifestazione che si auto sostiene.
Puoi deperire sì, morire certo, ma difficilmente sparire in un istante. La tua natura manifesta una certa stabilità e tale stabilità è dovuta a fattori molto naturali, legati anche alla natura stessa del pianeta terra e non solo.

Forze naturali

Un equilibrio mirabile di forze naturali ti sostiene e queste forze devono poco o nulla all’umanità anzi, pare che parte di essa si stia prodigando per alterarle in ogni modo possibile. Tali forze non soggiaciono neppure alle leggi naturali o divine, poiché tali leggi sono state definite nella mente dell’umanità ma prima che questa si manifestasse, il pianeta terra, vecchio pare 5 miliardi di anni, non sapeva nulla di leggi.

A presto mio caro amico, onorevole uomo naturale, spirituale e pacifico, vivo in corpo vivente di carne ossa e sangue.

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Se vuoi avere degli esempi di Dichiarazione di piena verità visita:

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About mila solaris

Un uomo può davvero parlare di se come se si conoscesse? Solo una cosa non è mai cambiata in tanto tempo e questo è un aspetto vero e reale: ho camminato sulla via della conoscenza, sempre. Talvolta distratto dalla mondanità, è innegabile…come tutti sanno tira più un pelo di figa che un carro di buoi, ma io son passato subito ai motori a scoppio e quindi forse questo mi ha salvato! https://quartattenzione.net/about-quarta-attenzione/mila/

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