Zero Point Mind – ZPM

quartattenzione - Zero Point Mind

Onorevole uomo vivo in corpo vivente di carne ossa e sangue, da ricercatore quale sei, avrai certamente sentito parlare di ZPE, ovvero zero point energy. Tuttavia, potrebbe esserti sfuggito un altro concetto strettamente legato all’energia, con tutte le implicazioni che ne derivano, quello sulla complementarietà tra l’energia stessa e la mente. Ecco perché ti parlerò della ZPM, zero point mind (mente di punto zero).

Il cavallo cieco e il cavaliere zoppo

Nelle discipline orientali, e non solo, questo concetto è un caposaldo dell’insegnamento, espresso più o meno così: c’è un cavallo cieco e un cavaliere zoppo, insieme vanno ovunque ma separati sono paralizzati.
Nella metafora l’energia (il cavallo) è guidata dalla mente e la mente è veicolata dall’energia. Ognuno di noi ha fatto, almeno una volta, l’esperienza di non riuscire a pensare lucidamente in condizioni di affaticamento, ovvero di bassa energia.

Dove il tempo finisce

Se vuoi spingerti ancora più in profondità, nell’ambito di una visione più occidentale, consiglio la lettura dei dialoghi intercorsi e trascritti tra Davi Bohm e Krishnamurti nel libro “Dove il tempo finisce”. I due non hanno bisogno di presentazioni.

Non passerò per l’ABC e quindi vengo al punto. La mente codifica il flusso di energia percepito dai sensi e in virtù di detta codifica crea la realtà olonomica nella quale pensi di esistere. Tutto ciò trascurando cosa siano questi “sensi” e trascurando un altro paio di dettagli tutt’altro che ininfluenti, ossia chi percepisce, quando e dove.
Il percettore è a sua volta percepito in una lunga frattalizzata catena di eventi? Questi ultimi sono confinati in una singola linea spazio tempo unidirezionale e uni-versale? Pensaci su, se vuoi.

Zero point mind

Beh, trascuro dunque questi ultimi dettagli per lasciare spazio al rapporto tra energia e mente e mi chiedo retoricamente quanto segue. Se esiste una condizione ZPE (zero point energy) esiste anche necessariamente una condizione reciproca ZPM (zero point mind)?
Come nello ZPE nello ZPM, proprio perché tu hai creato questo punto di zero mente, si crea un punto di massima concentrazione del sapere-conoscenza.

Anche qui trascuro le disquisizioni sulle differenze tra mente, pensiero, ragionamento, sapere-conoscenza, etc. Non perché le ritenga poco importanti ma perché non abbiamo tempo per ragionare su detti concetti in questo post.
Mi attribuisco la licenza di usare questi lemmi in modo aperto, al momento, a beneficio della esposizione, confidando nel fatto che tu possa posizionarli correttamente.

Assenza di dialogo interiore

Ecco posso esporre il fatto in modo alternativo: in assenza di dialogo interiore, fastidiosa funzione della mente soggettiva, si crea un vuoto, lo ZPM, che viene subito colmato dal sapere-conoscenza. Un sapere-conoscenza non più soggettivo ma esteso alla specie e…molto oltre.
La letteratura ufficialmente accettata ha indagato molto sul fenomeno della sincronicità delle scoperte anche in campo scientifico.

Intuizione

Sapevano bene del fenomeno uomini come Tesla, Willeim Reich, Hamer, Edison, e moltissimi altri meno noti che dichiaratamente creavano spazi di pensiero vuoto per fare posto all’intuizione.
Intuizione, una bella parola per indicare una finestrella aperta sullo ZPM.

A questo punto voglio essere chiaro: non sto dicendo nulla di nuovo solo cerco di esporre un concetto partendo da un background adatto ai nerd della free energy.

Dzogchen

Questo insegnamento sulla ZPM è il cuore dello Dzogchen. In quella disciplina viene chiamato “vuota mente conoscitiva”. Non solo, è contenuto anche negli scritti di Carlos Castaneda e, a ben guardare, in ogni disciplina esoterica che meriti questo nome.

Il gatto di Schrödinger

Lo stesso esperimento del gatto di Schrödinger, entro i suoi limiti piuttosto rigidi invero, dimostra comunque che la così detta “realtà” non precipita fino al momento in cui l’osservatore viene, con la sua mente soggettiva, messo in gioco.

Dunque, anche tu puoi creare quella scatola probabilistica in te e dentro metterci non già un gattino indifeso, con solo la misera possibilità di vita o morte, ma un punto di zero mente, il che apre infinite possibilità di precipitazione.

Operai cosmici

Ora comprendiamo cos’è la mente creativa, in altre parole la nostra ZPM.
Sarà forse questa la ragione per la quale “l’umanità” è tanto infestata da una mente soggettiva super chiacchierona e ripetitiva? La mente soggettiva ripete ciclicamente gli stessi pensieri per mantenere la manifestazione in essere ed insieme a questa le solide sbarre di una prigione olonomica, una pesante e sonnolenta matrix sempre uguale a sé stessa.
Questi esseri umani, operai cosmici di una manifestazione tenuta insieme dal loro reiterato, inarrestabile pensiero, prigionieri della loro stessa creazione.

Gradi relativi di mente di punto zero

Ora che abbiamo “ragionato” su tutto ciò, hai spazio per riflettere sulla specularità tra veglia e sogno. Nel sogno la tua mente soggettiva ti conferma la realtà indiscutibile di ogni cosa all’interno di esso, compresi fenomeni in contrasto con le “leggi della fisica” alle quali tanta fiducia hai prestato nella veglia.
Credi a tutto, tanto da non accorgerti di essere nel tuo sogno. Quella stessa mente, con le stesse nozioni a sua disposizione, ti dice adesso che quanto vedi e sperimenti è reale. Puoi crederle? Puoi davvero credere che esista un distinguo netto tra veglia e sonno? Forse si tratta solo di RGZPM (gradi relativi di mente di punto zero).
Quanto più ti allontani dalla ZPM quanto più la manifestazione si irrigidisce e la tua creatività viene limitata da leggi, dogmi e postulati.

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